Se qualche mese fa vi avessero detto che a fine agosto il ballottaggio per la punta, in vista della seconda partita di campionato, sarebbe stato tra Jovic e, forse, sottolineo forse, Okafor, come l’avreste presa? Eh sì, non siamo su “Scherzi a Parte”, ma è la dura e triste verità. In un’estate piane di “Vision e Mission”, proclami da dirigenti appena arrivati che si credono Dio e parlano come se lo fossero davvero ed in cui si è inseguito e poi mollato il vero e proprio obiettivo per l’attacco, per circa due mesi, Joshua Zirkzee, accade anche che il nuovo allenatore, già estremamente confuso e in disagio di suo, debba sopperire alla mancanza della punta titolare, quell’Alvaro Morata per cui si è investito la bellezza (si fa per dire) di tredici milioni di euro, con il vero numero nove della squadra, non fosse altro per quello che si legge dietro la spalla, quel Luka Jovic che punta non lo è mai stata e tantomeno può essere considerato un calciatore da Milan. Imbarazzante. Sì, non c’è dubbio. Qualcuno di voi, scevro da condizionamenti mediatici e dei “Tuttapposter” appostati dalla mattina alla sera a Milanello o dalle parti di Casa Milan, avrebbe sicuramente risposto con un pesante e sonante, “Imbarazzante”, alla domanda posta qualche rigo sopra.
Punta, da Origi a Jovic. Le scelte degli ultimi anni

Eppure ci avevan detto che in estate, in questa sessione di mercato, si sarebbe intervenuti pesantemente e con un investimento sostanziale e sostanzioso sulla punta, dopo che per anni si è tirati a campare grazie agli exploit più o meno miracolosi dei vari Ibrahimovic, quello vero però, quello che giocava e che i miracoli li faceva sul serio, e Olivier Giroud, uomo della Provvidenza che per tre stagioni ha nascosto, con i suoi gol e le sue giocate, limiti e vicissitudini di un attacco che in questi anni non è mai stato rinforzato a dovere. E, così, arriva Divock Origi e diventa in fretta e furia un esubero (e menomale!) non si riesce a chiudere per Mehdi Taremi ed ecco Luka Jovic, raccattato in fretta e furia durante le ultime ore dello scorso mercato estivo ed ora addirittura fatto diventare il nuovo numero nove rossonero nella totale mancanza di ambizione e progettualità. Questo perché qualche mese fa non si è scesi e non ci si è abbassati ai ricatti dei procuratori per portare a Milanello il più forte attaccante del campionato, almeno potenzialmente ed in prospettiva, Joshua Zirkzee e poi si costruisce l’attacco attorno al bravissimo Alvaro Morata che è già finito sui lettini di un’infermeria mai vuota (e ci mancherebbe altro!). Ed allora che si fa? Si torna sul mercato a prendere quella punta promessa e di cui tanto ci sarebbe bisogno? Ma neanche per sogno.
Investimento per la punta? Sarà per la prossima volta

Dopo un anno in cui ci hanno raccontato che Noah Okafor non può fare la punta, ma è semplicemente un’alternativa agli attaccanti esterni, seppur trovi meno spazio in campo anche dei magazzinieri di Milanello e senza un apparente e giustificato motivo, ma soprattutto dopo che era stato acquistato per essere l’alternativa a Giroud a luglio di un anno fa, ecco che lo svizzero torna ad essere buono anche per giocare al centro dell’attacco e, quindi, in ballottaggio con l’unica vera punta a disposizione, quel Luka Jovic che poi vero attaccante centrale non è, ma le cose migliori in carriera le ha fatte vedere da seconda punta. E, poi, c’è Camarda. Il gioiello buono per tutte le stagioni che non è ancora pronto, almeno secondo i diktat societari, a giocare in prima squadra, che viene aggregato al Milan Futuro in Serie C, ma in nome dell’emergenza, e soprattutto del risparmio, diventa un’opzione percorribile, la panacea di tutti i mali, il ragazzo prodigio che indica come la strada seguita è quella giusta ed al Milan prosegue tutto per il meglio. Eppure, fonti vicine alla società, quelle stesse che ora ci assicurano che all’attuale rosa non serva un’altra punta, ci avevano assicurato che, dopo aver mollato definitivamente la pista Zirkzee (ahinoi quanto ce ne pentiremo, almeno noi tifosi veri e non chi si sfrega le mani per i sette-otto milioni risparmiati di commissioni e non “regalati” a quei cattivoni degli agenti) in nome della moralità e del Milan con la schiena dritta, gli attaccanti da prendere sarebbero stati due e dopo Morata ci sarebbe stato un altro arrivo (vi ricordate di Fullkrg?). Ed invece, eccoci qui, alla vigilia di Parma-Milan, partita già a suo modo decisiva per le sorti di questo campionato, a dover fare i conti con il dubbio amletico in attacco: Jovic o Okafor? Aspettando l’investimento pesante per la punta. Forse tra un anno, forse la prossima estate… Forse!

