Sembrano passati secoli, da quel 22 maggio 2022 che tanto caro resterà sempre a chi tiene ai colori rossoneri. Eppure – come racconta la Gazzetta dello Sport – sono passati appena due anni, ma quante cose sono cambiate. Ibra, uno degli artefici di quel trionfo, si è tolto gli scarpini e messo giacca e cravatta; Maldini e Massara sono stati mandati via senza mezzi termini; l’undici titolare è stato quasi del tutto smantellato, e Pioli non siede più in panchina.
Tanti cambiamenti, per un Milan che dallo scudetto in poi ha faticato a trovare i suoi equilibri. Il primo a lasciare la barca è stato Frank Kessié, andato a parametro zero al Barcellona; un anno dopo, per una cifra irrinunciabile, anche Tonali ha lasciato i rossoneri, spostandosi in Inghilterra al Newcastle; dopo appena 6 mesi, un altro organo vitale del centrocampo scudettato ha lasciato Milano: Krunic, lasciando Bennacer come unico superstite a centrocampo.
Dopodichè, quest’anno, anche Giroud e Kalulu sono andati via, mentre Saelemaekers, Bennacer e Calabria non hanno più la certezza della titolarità. Tra l’altro, l’algerino ha offerte provenienti dall’Arabia Saudita, e per la giusta cifra potrebbe fare le valigie.
Mike Maignan, Theo Hernandez, Fikayo Tomori e Rafael Leao. Loro sono coloro attorno a cui il Milan sta costruendo, i pilastri di un Diavolo che deve tornare a vincere trofei, e non ha troppo tempo.


