Pobega, chi si rivede: una risorsa ingiustamente dimenticata

Nel Milan “di scorta” che a Bologna trova l’ennesima frenata di un campionato insufficiente, torna alla ribalta una pedina lasciata troppo tempo in panchina a prender polvere: Tommaso Pobega. La botta mancina del numero 32 salva Pioli da un altro gravissimo scivolone e fa sorgere una sacrosanta domanda: perché il prodotto del vivaio rossonero era rimasto ai margini della squadra negli ultimi tre mesi?

Pobega, il ritorno a casa

Tornato alla base dopo un quadriennio di prestiti tra Ternana, Pordenone, Spezia e Torino – tutte esperienze più che positive – Pobega aveva iniziato la sua prima stagione con la maglia del Milan addosso ritagliandosi un buono spazio. Prima alternativa nella mediana a due – ruolo a lui non congeniale ma a cui ha cercato di adattarsi al meglio -, ha giocato la sua miglior partita nella vittoria a San Siro contro la Juventus, impiegato da finto trequartista “alla Krunic”. Posizione che però, per misteriosi motivi, non ha più occupato.

Bologna-Milan: l'esultanza di Tommaso Pobega (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Bologna-Milan: l’esultanza di Tommaso Pobega (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Da prima alternativa a ultima ruota del carro

L’8 gennaio, dopo quattro panchine consecutive, segna il momentaneo 2-0 sulla Roma nello sciagurato 2-2 che ha aperto la crisi nera di gennaio-febbraio. Qualche giorno dopo è titolare nella trasferta di Lecce ma da lì in poi il vuoto. Venti minuti nel pomeriggio horror contro il Sassuolo, giusto il recupero nell’1-0 sul Torino e poi sei panchine consecutive. Pobega sparisce dai radar di Pioli, che all’italiano e a Vranckx arriva a preferire persino Tiémoué Bakayoko, uno con la valigia in mano ormai da mesi. Fino al match pre-pasquale contro l’Empoli, in cui l’italiano torna finalmente nell’11 iniziale.

Pobega e i suoi fratelli: i dimenticati da Pioli

Le ragioni di questa gestione cervellotica – come quella di tanti altri calciatori, Adli su tutti – restano un enigma. Dal canto suo Pobega, nonostante lo spazio molto limitato, può vantare già tre reti stagionali – più dei titolarissimi Bennacer e Tonali – e non ha mai sfigurato quando chiamato in causa, nonostante una realtà molto più complessa in cui calarsi e un nuovo ruolo da dover interpretare. Sicuramente una risorsa da sfruttare meglio e non un semplice rincalzo da tirar fuori per sporadiche apparizioni.

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