Pavlovic: “Quando mi ha chiamato Ibrahimovic ho pensato solo di andare al Milan. Voci di addio? Né io né il Club abbiamo avuto contatti con altri”

Strahinja Pavlovic ha rilasciato una lunga intervista al portale serbo Mozzart Sport in cui ha parlato anche del suo primo anno al Milan, di Ibrahimovic e della stagione dei rossoneri. Queste le sue parole:
Sul suo modo di difendere: “Sono un difensore a cui piace giocare in attacco, ma devo dire che è molto più facile per me quando siamo tutti in difesa e quando io, come stopper, non devo difendere uno spazio di 50 metri, ma uno spazio di 20 metri“.
Sulle differenze tra il calcio austriaco e quello italiano: “Qui è completamente diverso… Totalmente opposto a come gioco io e a come ho giocato a Salisburgo: pressing alto, linee alte, aggressivo. Ho giocato un tipo di calcio diverso e poi sono arrivato qui dove è più tattico, dove sali molto. All’inizio è stato difficile per me onestamente, fino a quando non ci ho preso la mano, ma c’è ancora molto, molto margine di miglioramento nel mio caso, per quanto riguarda la parte tattica. Differenza più grande? Sai, quando ho giocato a Salisburgo e quando qualcuno vinceva, sapevo perché mi aveva battuto. Ci avevano surclassato e avevano vinto. Qui ci sono un sacco di volte in cui la squadra non ti surclassa, ma ti fanno due gol e allora ti chiedi: Dio, come ho perso stasera? È una grande differenza ed è successo spesso in questa stagione. Non so se non siamo stati fortunati. Siamo in vantaggio e poi ci ribaltano o perdiamo 0:2 e lo ribaltiamo a 3:2. Un calcio totalmente strano, totalmente diverso“.
Sulle voci di un addio a gennaio: “La gente scriveva quello che voleva. A proposito, ho un ottimo rapporto con i media italiano e quando avevano bisogno di qualcosa rispondevo sempre, ma in quella situazione onestamente mi sono un po’ infastidito, perché nessuno mi ha chiesto: sta succedendo qualcosa? Sono state scritte molte cose e onestamente non ho avuto contatti con nessun altro club. Nessuno mi ha detto: “Devi andare“. Non ho giocato ed è normale che dopo sette, otto o 10 partite in cui non ho giocato fosse venuto qualche dubbio, ma in realtà nel mio caso non è stato così, ero qui e mi allenavo e non avevo niente di tutto questo in testa. Né ci sono state offerte concrete. Il club non ha negoziato con nessuno”.
Se ha avuto altre opportunità prima del Milan: “Il Milan è stata la prima squadra. C’erano anche club inglesi, che non voglio nominare ora, ma poi, prima dell’inizio dell’Europeo, ho sentito Zlatan Ibrahimovic per la prima volta. Per coincidenza, l’ho visto qualche giorno prima, quando stava salutando in Svezia, e non avevo idea di essere nel radar del Milan. Quando mi ha chiamato e quando ho visto quanto mi volevano, non ho pensato a nessun altro club“.

Se ha scelto il Milan per Ibra: “Per Zlatan, per la grandezza di questo club e per il campionato italiano, per tutto questo. Poi ho avuto alcune conversazioni con lui in cui mi ha detto che amava il mio personaggio, che amava com’ero e che voleva vedermi qui a tutti i costi. Ci si aspettava di chiudere prima, ma poi abbiamo avuto un piccolo problema a Salisburgo, non è andata molto bene, ma alla fine, grazie a Dio, è finito tutto bene e sono arrivato qui tardi”.
Se l’arrivo tardi ha influito sulle sue prestazioni: “Individualmente ho iniziato bene, poi è arrivata quella brutta partita contro il Liverpool. Paulo Fonseca cambiava molto: in Champions giocava uno, in campionato un altro. Ora che lo riguardo non è poi così male. Ci sono state partite molto buone, ma è molto difficile per un singolo avere tutto perfetto se la squadra non è al buon livello come ora”.
Sulla stagione rossonera: “È stata una stagione molto brutta per un Club come il Milan. Abbiamo vinto quella Supercoppa quando è arrivato il nuovo allenatore. Poi abbiamo vinto la Roma in Coppa, due partite in casa, abbiamo pareggiato con l’Inter e poi c’è stata la partita di Zagabria contro la Dinamo e con quella sconfitta per 1-2 tutto è cambiato. Se le avessimo vinte avremmo avuto una top eight sicura, non avremmo avuto quelle due partite contro il Feyenoord, saremmo stati più freschi per il campionato dove avevamo Torino, Bologna, Lazio in casa, tutte le partite che servivano. Con quella sconfitta a Zagabria però siamo dovuti andare in Olanda dove abbiamo perso, poi siamo stati superiori a San Siro ma abbiamo preso un cartellino rosso, abbiamo pareggiato e siamo usciti. Se avessimo vinto quella partita a Zagabria, penso che sarebbe stato tutto diverso, ma questo è il calcio. Dobbiamo affrontare tutta quella pressione e giocare a calcio. Ultimamente, si sente che c’è molto peso sulle spalle di tutta la squadra, non va bene“.
Se sente l’amore dei tifosi: “Beh, a volte lo sento. Mi capita spesso che le persone mi ringrazino per l’approccio. Sono estremamente felice di questo”.
Milan: Strahinja Pavlovic (Photo Credit: IPA Agency)
Milan: Strahinja Pavlovic (Photo Credit: IPA Agency)

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