Il Presidente del Milan Paolo Scaroni ha parlato di diversi temi del mondo rossonero ai margini dell’evento ‘Il Foglio a San Siro’. Queste le parole di Scaroni:
Sulla media spettatori più alta in Italia: “Siccome i tifosi sono al centro della nostra attenzione, averli al nostro fianco è importantissimo, a maggior ragione in una stagione difficile. I nostri fan sono resilienti, anche se ricordo la vittoria della Supercoppa italiana, quindi non mi sento di dire che è una stagione totalmente negativa”.
Sulla lotta ai criminali negli stadi: “E’ un problema di Inter e Milan, ma forse anche di altri club italiani, anche se la magistratura si è focalizzata sulle nostre due Curve. Io ringrazio la magistratura perché vogliamo che i nostri stadi siano luoghi di divertimento, l’ultima cosa che vogliamo è avere connivenze criminali nel nostro stadio. Stiamo facendo pulizia ogni giorno, faremo il riconoscimento facciale negli accessi allo stadio. Quando avremo il nuovo impianto faremo il passo decisivo seguendo l’esempio dell’Inghilterra”.
Su come intendono rinforzare la rosa: “Prima di tutto essere attivi è una cosa, avere successo un’altra. Alcune delle operazioni di mercato sono state dei successi, parlo di giocatori che sono diventati del Milan a lungo termine, portandoci ottime prestazioni, altre invece sono state meno di successo. Prendo come esempio di Morata che per tante ragioni non è stata una grande operazione. A volte si crea una chimica. Abbiamo intenzione di continuare questa nuova politica: essere attivi soprattutto su giocatori giovani. Continueremo questo processo, con chi si occupa di queste cose, da Furlani e Ibra, perché l’anno prossimo vorremmo una grande stagione”.
Se Ibrahimovic è ancora un valore aggiunto: “Sicuramente sì, sia per il Milan che per RedBird. Lui è un consulente di RedBird prestato al Milan, è stato un grandissimo campione ed è ancora un grande campione nella sua attività. Io vedo un clima assolutamente positivo, leggo anche io ogni tanto di visioni diverse, ma in realtà mi sembra che i rapporti siano ottimi”.
Sul nuovo ds: “Noi ci guardiamo ancora intorno perché vogliamo rafforzare la squadra e chi ci sta intorno. Non è stato deciso ancora nulla, stiamo facendo dei sondaggi per capire chi possa essere il più preparato, la decisione verrà presa nelle prossime settimane”.
Se arriverà veramente uno stadio nuovo per Milan e Inter: “Guardi, effettivamente da quando vengo a questo evento parliamo sempre di stadio ormai da 6 anni. Ne abbiamo parlato in forma ottimista, poi siamo diventati pessimisti, quindi abbiamo parlato di altri progetti a San Siro. Noi abbiamo fatto una specie di ‘gioco dell’oca’ tornando al punto di partenza, cioè costruire un nuovo stadio qui a San Siro. Vogliamo conservare il Meazza, stadio molto importante nella nostra storia. In questa zona faremo tante cose: la sede del Milan, dell’Inter, faremo un albergo e altre cose. Oggi sono più ottimista dell’anno scorso perché questo progetto non è più solo del Milan e dell’Inter ma anche dell’amministrazione di Milano e del suo sindaco. Avete letto le parole di Sala, che vuole dotare la città di uno stadio che merita. Milano è una delle grandi capitali del calcio mondiale grazie a Milan e Inter, quindi serve uno stadio bellissimo ed efficientissimo. Mantengo un tasso di preoccupazione perché conosco l’Italia, però se mi chiedete che probabilità do di arrivare alla fine di questo progetto dico ben più del 50%”.
Sulla ristruttrazione di San Siro: “Io sono sempre stato contrario alla ristrutturazione del Meazza perché non riesco a immaginare un grande cantiere in cui entrano ogni 3 giorni 70mila persone. Non esiste una cosa di questo tipo, se avessimo avuto uno stadio da 40mila vicino in cui traslocare, la ristrutturazione avrebbe avuto senso”.
Da chi dovrebbe ripartire il Milan: “Nomi ce ne sono tanti. Sicuramente Reijnders e Pulisic, di cui mi hanno chiesto, nel corso della stagione hanno avuto ottimi rendimenti, poi Leao emoziona i nostri tifosi. Ogni tanto abbiamo bisogno di emozioni forti e Leao ce ne dà. L’importante è la squadra, non voglio neanche dimenticare gli altri”.


