Le pagelle di Sparta Praga-Milan: il “solito” Hauge incanta, Tatarusanu sigilla. Kalulu, che sorpresa!

TATARUSANU 6.5 – Decisamente più sicuro di quanto fatto vedere nell’apparizione – l’unica in campionato – contro la Roma. Decisivo in uscita su Krejci al 56′, ma soprattutto in pieno recupero su Karlsson, quando in tuffo con la manona mette miracolosamente il sigillo sui 3 punti, fondamentali per la vittoria del girone.

CONTI 6
– Non fa nulla di eccezionale per riprendersi il posto sulla fascia che Calabria, a suon di cross e diagonali, si è preso con la forza. Nulla da rimproverare, ma dal capitano di serata ci si aspetta qualcosa di più.

KALULU 7
– Ottima sorpresa! Forse quello su cui si è concentrato maggiormente lo scetticismo dei tifosi – anche per una posizione, quella da centrale, per lui insolita – si rivela tra i migliori in campo. Concentrato, pulito, elegante: buona la prima.

DUARTE 6 – Niente male. Nonostante un avversario non proprio irresistibile, controlla le avanzate ceche con sicurezza.

DALOT 6.5
– Manca Theo, prova a farlo lui (così così). Scherzi a parte, in assenza del francese, è più libero di affacciarsi in avanti per far male. Ci prova dopo pochi minuti con un destro violento sul primo palo, che Heca devia in corner col gambone. Nella ripresa tira il fiato, ma la prova è più che positiva.

TONALI 6.5 – Prova ad illuminare e se non ci riesce è spesso colpa dei compagni davanti, che non concretizzano. Finalmente verticalizza e prende in mano il pallino del gioco: il Sandrino timido, che si nasconde dietro l’ombra di Kessie è un lontano ricordo.

KRUNIC 6 – Anche stasera si perde in semplici giocate e rimedia un’ammonizione nel primo tempo assolutamente evitabile. Manca tranquillità, e si vede, ma serve maggiore qualità se si vuole alzare l’asticella. Tutto sommato però la prestazione è sufficiente.

CASTILLEJO 6
– Manca sempre qualcosa per fare 31. A differenza delle ultime tre gare, manca l’appuntamento con il gol che potrebbe arrivare se solo fosse un poco più preciso.

MALDINI 6.5
– Che Maldini! Il terzo della dinastia scende in campo a sorpresa e impressiona per la personalità e la semplicità con la quale effettua certe giocate. Nella ripresa cala, ma rispetto alla prima ufficiale – sempre in Europa League – dimostra di aver acquisito esperienza e sicurezza al fianco dei “grande” (dal 78′, KESSIE 6).

HAUGE 7
– Et voilà, Hauge! Ormai non fa più notizia, perché ogni volta che gioca o subentra, fa gol. Il suo voto sarebbe anche più alto se nella ripresa non eccedesse con confidenza e leziosismi (dal 90’+1′, BRAHIM DIAZ s.v.).

COLOMBO 6
– Di fiducia. Sebbene il ruolo non sia facile – e lo sta dimostrando lo stesso Rebic – il giovane 2002 fa fatica a tenere palla da solo lì davanti e non sempre riesce a far salire la squadra. Ma l’impegno c’è ed è evidente, così come le sportellate con i difensori cechi. Cresce bene (dal 67′, LEAO 6.5).

PIOLI 7 – Prima che il Milan scenda in campo, in molti storcono il naso a causa della presenza di tanti giovani e potenziali riserve in campo, tutti contemporaneamente. Ma il tecnico rossonero da inizio stagione rassicura che tutti gli elementi della rosa hanno introiettato i principi del suo calcio e che sono tutti intercambiabili. Detto fatto: cambiando 11 undicesimi il risultato non cambia e il Milan guadagna il primo posto del girone, vincendo e convincendo.

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