Di seguito le nostre pagelle per Milan-Lecce, quinta giornata di Serie A.
Le pagelle di Milan-Lecce
Maignan 6: ancora una volta inoperoso, di fatto viene sollecitato dopo il minuto 85. Clean sheet che mancava dall’ultima gara di campionato casalinga
Gila 6.5: reattivo, cattivo come sempre, ha aggiunto qualche proiezione offensiva e ha gestito 90 minuti senza andar in difficoltà atletica
De Winter 6: sportellate con Stulic nei primi 45 minuti e qualche sbracciata con Esteban nei secondi 45. Pulito, non fatica troppo
Pavlovic 6.5: 90 minuti sul pezzo, pochi svolazzi, tanto sostanza. Le scorribande in attacco son quelle necessarie, senza strappi dimostrativi
Chukwueze 6.5: un riferimento costante che allarga il campo. Forse meno protagonista di altre volte ma questo è un bene perché significa che c’è stata diversificazione
Modric 6.5: torna a dirigere da professore. Tempi dettati bene, ritmo tenuto senza problemi per oltre un’ora di gioco
Rabiot 7.5: torna in mediana, un po’ come quando gioca nazionale, e la domina. Nonostante parta più indietro, trova gol e si inserisce sempre bene
Estupinian 6.5: attento, decisivo sull’1-0 con una diagonale profonda. Se gioca di prima sbaglia poco, quando si inserisce patisce un’ansia insospettabile
Saelemaekers 6.5: Danilo non lo prende mai. Prende tanti calci, fa tanti dribbling. Peccato non trovi passaggi chiave decisivi
Pulisic 7.5: in gol dopo 266 giorni, e che gol! Come in altre gare è l’elemento offensivo che fa maggiormente la differenza coi suoi movimenti
Ramos 7: non segna ma fa segnare. Pulisic segna buttandosi nello spazio aperto da lui, Rabiot segna su un suo assist e Moreira fa il terzo dopo che ancora Ramos ha pulito l’ennesimo pallone
Loftus-Cheek 5: incomprensibile come riesca a perdere ogni contrasto e ogni pallone, anche quando entra sul 2-0
Moreira 7: entra e la butta dentro sotto la Sud di fatto alla prima giocata. Qualità
Bartesaghi 6: lotta contro l’ultima spinta aggressiva del Lecce, cerca di proporsi anche in avanti
Musah 6: eredità da Modric la bacchetta per dirigere la mediana e lo fa senza errori
Camarda SV
Amorim 7: questa volta l’11 non lo sbaglia e la gara la domina come vuole lui. Scambi veloci, palla a terra, terzo uomo cercato con costanza. Gestione precisa anche nei dettagli.


