Delle volte spiegare ciò che accade nel calcio è veramente difficile. Spiegare come possa esser stato un giocatore non da copertina, come Nkunku, ad aver regalato un pezzo di Champions League al Milan. Era più naturale aspettarselo da Leao, da Pulisic, da Rabiot. Invece a prendersi la scena è un altro francese. Una volta per tutte, dopo una stagione con qualche fiammata e vissuta spesso dietro le quinte.
Nkunku, le mani sul quarto posto
Certo che tutto può ancora succedere e che Cagliari, in virtù dello storico del Diavolo contro le piccole, non sarà una passeggiata, ma aver superato lo scoglio Genoa è quantomeno una grande carica positiva. Diamo dunque a Nkunku ciò che è suo. Gran parte della vittoria è stato merito suo. Perché senza quell’episodio la sensazione è che il match potesse prendere una piega per nulla positiva. Invece il francese è stato lesto a sfruttare un regalo della difesa rossoblu e guadagnarsi il tiro dagli undici metri, poi trasformato con grande personalità. Da lì in poi c’è stato un miglioramento collettivo, anche se non netto, che ha portato al doppio vantaggio e poi ai tre punti finali.
Nkunku, un’altra rete pesantissima
Sebbene i numeri dicano altro, è chiaro come questa non sia stata la miglior stagione di Nkunku. Che resta lontano dai picchi della Bundesliga. Ma rimane il fatto che, se paragonato alle ultime due annate al Chelsea, questo 2025/26 è in grande ripresa. 7 gol in Serie A, contro i 6 totali degli ultimi due campionati inglesi. E di questi 7 gol italiani, molti hanno un peso specifico notevole. Al di là della rete di Marassi, Cristopher è stato decisivo a Firenze, fruttando un punto che nella conta finale farà la differenza. Anche il gol di Como è da sottolineare. Un gol (del momentaneo 1-1) che ha spianato la strada alla vittoria finale. Un po’ come a Genova. E siamo a tre, pesanti. Quasi la metà. Molto probabilmente, tra una settimana, avranno la loro rilevanza.


