Nesta: «Quando ho smesso sono andato quasi in depressione. Con Berlusconi tutti erano felici. Pato? Fu gestito male, troppa palestra»

In una lunga intervista ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, l’ex difensore del Milan, Alessandro Nesta, ha parlato anche dei suoi trascorsi in rossonero.

Le parole di Nesta sul suo ritiro

«Quando ho smesso sono andato quasi in depressione. Era diventato all’improvviso tutto piatto. È un momento pericoloso nella vita degli sportivi. Uno dei momenti peggiori fu durante una vacanza a Santo Domingo: mia moglie mi portò lì per farmi riprendere, appena seppi che dovevamo starci una settimana… impazzii! Non riuscivo più a ricreare quel picco di adrenalina che avevo trovato giocando. Credo che quando entri in un San Siro con 80mila persone, sulle note dei Guns N’ Roses, per giocare in Champions… quella roba non la ritrovi più.

In quel momento potevi comprarmi la macchina più bella del mondo o portarmi sulla Luna, ma non me ne fregava niente: io avevo vinto l’UCL. La mia famiglia è stata bravissima, l’ho risolta vivendo. Mia moglie è stata una santa. Per questo ho capito che dovevo allenare. Mia moglie me lo dice spesso: ‘Ma chi te lo fa fare? Stai sereno a Miami’. Sì, sembra strano, ma quell’adrenalina mi fa preferire preparare una partita di Serie B al prendere il sole a Miami. Mi fa sentire vivo, sono qui ad aspettare una panchina in B. Il calcio non lo puoi spiegare, è questo».

Nesta e gli aneddoti sul Milan

«Giocavamo a Madrid contro il Real in Champions League. Eravamo già passati e Ancelotti, pensando al campionato, fece il turnover a Madrid. Mettendo giù la squadra, Galliani vide la squadra e impazzì, tanto che la sera non venne a cena. Il mister non cambiò nulla. Prendemmo tre ‘pere’ ma lui rimase sereno e impassibile; da allenatore ha fatto bene a non cambiare; lui assorbiva tutto perché la squadra deve avere zero problemi. Al Milan la squadra deve vincere tutte le partite.

Il Milan di Berlusconi era avanti anche rispetto a quello che trovi oggi. Se arrivavi a Milano, ti pagavano casa con l’architetto che ti diceva di scegliere tutti i mobili: non esiste neanche oggi nel 2026 una cosa del genere. Berlusconi diceva che il giocatore non deve pensare a niente, deve pensare soltanto ad allenarsi bene e vincere le partite. Lo faceva con i giocatori, con i magazzinieri, con i giardinieri, con i camerieri, con i cuochi… Se chiedevano dove vorresti lavorare, la gente rispondeva a Milanello.

Oggi non è così perché nessuno ha quella mentalità: è stato unico. Tanti hanno il budget ma non hanno quella visione che aveva lui. Dove lui era il capo, la gente era felice: ti faceva stare bene, si ricordava il nome della moglie… Pato? Fu gestito male. Era un ragazzino che andava a 200. Troppa palestra. Era un giocatore esplosivo e troppa massa secondo me gli ha causato tanti infortuni», conclude Nesta.

Real Madrid-Milan: Gennaro Gattuso, Alessandro Nesta, Cristian Ronaldo (Photo Credit: Chen Haitong / Uppa / IPA via IPA Agency)
Real Madrid-Milan: Gennaro Gattuso, Alessandro Nesta, Cristian Ronaldo (Photo Credit: Chen Haitong / Uppa / IPA via IPA Agency)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

1 commento

Comments are closed.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress

Darmian: «Devo tantissimo al settore giovanile del Milan, è stata una scuola di vita. Evani mi diceva sempre…»

L'ex terzino dell'Inter, attualmente svincolato, Matteo Darmian, è stato...

Milan, domani la prima amichevole col Celtic: Andrej Kostic può giocare dall’inizio

Il Milan è oggi partito in direzione Scozia dall'aeroporto...

Italia, Andrea Pirlo è ora ad un passo dal ruolo di CT. La situazione

Guardiola ha ringraziato ma declinato l'offerta, Pirlo attende e...