Due strade per il Milan da qui a fine stagione: Coppa Italia e quarto posto – difficile ma non impossibile – per la qualificazione alla prossima Champions League. Un contributo può darlo Riccardo Sottil, arrivato durante la sessione invernale dalla Fiorentina. Il percorso calcistico di Ricky è fatto di sacrifici e passione: lo sa bene Andrea, il padre, che ha parlato – in esclusiva per MilanPress – anche di Conceicao, armonia dentro lo spogliatoio e una dote innata nel figlio.
Un trasferimento quasi inaspettato
“Se me l’avessero detto qualche mese fa non ci avrei creduto, sapevamo che c’era qualcosa che si stava muovendo per l’estate. All’ultimo giorno del mercato di gennaio nessuno di noi si aspettava un trasferimento così prestigioso. Ho ricevuto alle 12 una chiamata dall’agente Beppe Riso, da lì fino all’ultima ora di mercato è stata una giornata adrenalinica per tutti i passaggi da completare con la Fiorentina”.
Giocare nel Milan: crescita anche caratteriale
“Per Riccardo, condividere lo spogliatoio con i calciatori del Milan è motivo di crescita anche dal punto di vista caratteriale. Se hai del talento bisogna allenarlo, sia in mezzi qualitativi – che Riccardo ha – ma anche sull’aspetto della cultura del lavoro. Quando varchi i cancelli di Milanello è chiaro che questi aspetti devono essere incrementati. Sono felicissimo per questo, allenarti con dei campioni e respirare un clima vincente come quello rossonero può soltanto stimolare mio figlio”.
Spogliatoio rossonero unito e di grande livello
“Il calcio ormai tende ad andare sulla multietnia. Il calciatore italiano, in Italia, ha sempre quel qualcosa in più che lo rappresenti come richiamo per la nazione in cui è cresciuto. Riccardo mi dice sempre che lo spogliatoio del Milan è molto unito, con dei ragazzi capaci di far gruppo anche fuori dal campo, e questo non può che farmi piacere. L’armonia del nucleo squadra ti aiuta nell’inserimento e nel dialogo quando sei un nuovo arrivato, tutti elementi necessari per creare una solida coesione sociale. Lo spogliatoio descritto da Ricky è di grande livello sotto tutti gli aspetti”.
Cosa può dare Conceicao a suo figlio Riccardo
“La fortuna per i calciatori è quella di incontrare allenatori di valore nel proprio percorso. Conceicao, Palladino e Italiano hanno tutti insegnato qualcosa a Sottil. Conceicao è un allenatore internazionale con una grande carriera da calciatore alle spalle, tra l’altro nello stesso ruolo di mio figlio. L’ex Porto è un allenatore molto caratteriale, sono contento perchè può assolutamente dare tanto nelle sfumature del ruolo. Chi meglio di lui può insegnare a Riccardo quegli aspetti per fare la differenza. Ricky lo sento molto sereno e voglioso di andare al campo per mettersi a disposizione del mister”.
Dribbling: una dote innata
“Lui ha sempre avuto questa dote di puntare l’uomo, già nel cortile della scuola Leonardo Da Vinci a Catania. Mi ha sempre fatto intravedere questa capacità nella quale si divertiva a tenere palla e dribblare gli avversari. Personalmente ho sempre inculcato a Riccardo di mantenere questa caratteristica, è un calciatore duttile capace di andare a destra o a sinistra. Oggi, in un calcio molto tattico, Ricky è tra quei giocatori in Serie A capaci di vincere tanti duelli nell’uno contro uno”.
Padre vs figlio: c’è un vincitore nell’uno contro uno?
“Se tornassimo indietro nel tempo Riccardo mi avrebbe messo in seria difficoltà col suo cambio di passo (ride ndr.). Il mio calcio era diverso, chiamiamolo da campo. I difensori attuali, con il Var, sono penalizzati e questo va un po’ a discapito di questo sport“.


