In programma ieri e posticipata di 24 ore, si è tenuta oggi l’Assemblea degli Azionisti del Club che ha visto approvato il bilancio al 30 giugno 2025 che il Milan ha chiuso con un utile – il terzo consecutivo – di 3 milioni. Nella giornata del passaggio di proprietà ufficiale dello stadio di San Siro ai club, il Presidente Paolo Scaroni ha condotto l’assemblea e adesso risponderà alle domande nello spazio dedicato al briefing con la stampa. Segui con noi la diretta!
Scaroni: “Abbiamo chiuso per il terzo anno consecutivo il bilancio in utile. Mi sembra un buon risultato. Segnalo la crescita dei nostri ricavi di tutto ciò che non è player trading e diritti televisivi. Il dato è cresciuto da 90 milioni nel 2019 a 240 milioni nell’esercizio scorso. Qualcosa di spettacolare e mi dà fiducia per il futuro. Queste dovrebbero essere entrate abbastanza stabili che, entro i limiti, prescindono da risultati sportivi e ci permettono di passare anni tristi come questo senza Champions”.
Scaroni: “Nel player trading abbiamo incassato 62 milioni di euro negli ultimi 4 anni. Si raffronta con il Napoli, Inter, Juventus tutte sopra i 100 milioni. Abbiamo avuto bisogno di vendere giocatori meno di altri club. È stato un anno in cui la plusvalenza di Reijnders ci ha fornito una cifra importante, va detto”.
Scaroni: “Milan-Como a Perth? Non è che andiamo per ragioni economiche, perché l’utile di quest’operazione è scarsissimo e non ci cambia i risultati dell’esercizio. Ci andiamo in uno sforzo che facciamo come Milan, e dovremmo fare tutti, per internazionalizzare la Serie A. Il primo problema della Serie A è la vendita dei diritti tv fuori dall’Italia che oggi è per 200 milioni all’anno, quando la Premier incassa 2 miliardi. Come si fa a guadagnare posizioni in questo terreno? Un’operazione può essere quella di andare a giocare in Australia. Pensiamo potrebbe aiutare a promuovere Milan e Serie A in Australia. Non è per il guadagno in più che facciamo oggi. Per questo motivo, i nostri colleghi della Serie A si sono detti favorevoli all’iniziativa”.
Scaroni: “Previsto di tornare al rosso per la stagione in corso vista l’assenza della Champions? Noi ci poniamo ancora l’obiettivo di risultato economico soddisfacente, ma certamente senza Champions sarà una salita faticosa. Conto sul fatto che ci vengano idee che ci facciano almeno avvicinare al quarto esercizio in utile consecutivo”.
Scaroni: “Problema giudiziario dopo il rogito? Se lei allude all’ANSA che ho letto, mi sembra che siamo astronomicamente lontani da una tempesta, nemmeno un venticello. Di fronte ad un cittadino che si lamenta perché la procedura di gara non è stata di sua soddisfazione, la Procura deve fare qualche indagine. La mia preoccupazione è nulla. Poi invece, sono preoccupato perché questo iter per arrivare allo stadio costruito e funzionante sarà lungo, avremo tanti ostacoli, ma sono fiducioso che ci arriveremo. Siamo tutti convinti che quest’operazione vada fatta per la nostra città. Penso che chi si oppone, troverà meno supporters rispetto a 4-5 anni fa. Gli Europei in Germania hanno convinto tanti che gli stadi moderni sono un’altra cosa. La nostalgia per lo stadio dove andavano con papà e nonno è stata messa in secondo piano”.
Scaroni: “È previsto intervento azionista? Per il momento non si prevede niente, faremo tutto quello che possiamo per avere un bilancio soddisfacente. Teniamo sotto controllo l’indebitamento, ma in questo momento non prevediamo alcun intervento”.
Scaroni: “Noi consideriamo il player trading un fatto normale, non eccezionale. Vogliamo sempre avere accesso al mercato sia per acquisti che per cessioni di giocatori. Utilizziamo molto meno il player trading rispetto ad altri club. Tifosi si affezionano a giocatori? Ci affezioniamo pure noi, ma l’obiettivo è creare una squadra forte e che vinca, in un contesto economico equilibrato”.
Scaroni: “Come sarà convivenza cantiere nuovo stadio e stadio attuale? Ci saranno cambiamenti? È un po’ presto per dare una risposta per dare una risposta completa. Noi pensiamo che per quanto riguarda le infrastrutture come la metro non cambi nulla. La capienza del Meazza sia sempre la stessa. Cercheremo di costruire il nuovo stadio recando il minor danno possibile alla città, ai vicini, a noi stessi. Sarà una convivenza che durerà poco più di due anni e cercheremo di renderla la più compatibile possibile con le nostre esigenze”.
Scaroni: “Abbiamo preso una multa per un ritardo di comunicazione dalla FIGC. All’interno della nostra catena di controllo è entrato un nuovo fondista, che apporta nuovi fondi finanziari a RedBird. Ci è arrivata in ritardo, perché spiegare ai nostri azionisti americani ciò che dobbiamo fare con la FIGC non è sempre facilissimo”.
Scaroni: “Galliani? Per il momento non ho nessuna novità. Anche io ho letto delle ipotesi che hanno preso corpo quando è stato venduto il Monza. È un grande amico del Milan, l’ho visto anche a San Siro contro la Roma. Sicuramente non entra nel CdA del Milan e non c’è Galliani. Se poi RedBird vorrà ritagliargli un ruolo, ci informerà”.
Scaroni: “Massimo Calvelli? È una persona che ha una posizione importante nell’ambito di organizzazione di RedBird che si occupa di sport. È entrato oggi nel CdA del Milan. È un uomo di sport, viene dall’ATP. È stato a Londra un certo numero di anni. RedBird ha ritenuto che potesse dargli un valore particolare. Avere un italiano nell’ambito di RedBird che si occupa di attività sportive lo riteniamo positivo”.
Scaroni: “Vicenda tifo? È nata più di un anno fa con il processo Lucci. Io stesso ho appreso che nelle nostre Curve non si faceva solo tifo, canti e incitamenti, ma si facevano anche attività illegali. Noi non vogliamo nella maniera più assoluta che ciò avvenga. Quest’azione della Procura di Milano ha causato a noi molta attività e preoccupazione. Le nostre Curve si sono liberate da persone che non devono recitare un ruolo nell’incitare il Milan, soprattutto se usano quella posizione per operati illegali. Abbiamo passato un periodo difficile, ma sono grato di quello che abbiamo potuto fare nella nostra tifoseria”.
Scaroni: “Volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, invece che mezzo vuoto, io credo che l’iniziativa su San Donato abbia giocato un ruolo nell’accelerazione su San Siro. Il fatto che il Milan avesse una trattativa, è stato un campanello d’allarme per la municipalità di Milano”.
Scaroni: “Non ci sarebbe piaciuto avere uno stadio solo del Milan? Sì, ovviamente. Ma abbiamo vissuto con l’Inter tanti anni e le cose sono sempre andate bene. Una convivenza di successo. Lasciamo perdere la rivalità in campo che ci dev’essere e c’è eccome, noi siamo due club molto simili. Lo stadio che va bene a noi, va bene anche a loro. Questa convivenza sarebbe più difficile in altre città italiane”.

