domenica, Gennaio 23, 2022

Ad Udine il Milan più brutto della stagione: ma i funerali anticipati anche no

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Porto? Sassuolo? Udinese? Onestamente scegliere è piuttosto difficile, ma probabilmente il Milan visto in campo ieri sera alla Dacia Arena è stato il più brutto della stagione. Magari nella testa dei rossoneri c’era ancora il pensiero dell’eliminazione dalla Champions League, ma di certo ieri non si è visto praticamente nulla della squadra che da due anni sta facendo grandi cose in Serie A sotto la guida di Stefano Pioli. I rossoneri, specie nel primo tempo, erano la brutta copia di sé stessi: statici, con poca verve e ancor meno iniziative offensive. Qualcosa sembrava essere cambiato a inizio secondo tempo, con gli ingressi di Kessie, Tonali e Messia, ma nella ripresa è mancata la precisione, tranne che al solito Zlatan Ibrahimovic, che al 92° ha piazzato la zampata per portare a casa quantomeno un punto.

Milan, il momento non è dei più positivi

A partire dal derby, il Milan non è riuscito a vincere in quattro delle ultime sei partite di A, tante volte quante nelle precedenti venti. I tre punti sono arrivati solo contro le due squadre più derelitte del campionato, Genoa e Salernitana. Sono soprattutto i conti con le piccole a non tornare da un po’ dalle parti di Milanello: quest’anno i rossoneri hanno battuto, dominando, Atalanta, Lazio e Roma, ripreso sul pari Inter e Juventus, ma poi perso con il Sassuolo e rallentato con l’Udinese. Da un paio di settimane a questa parte, è ormai lapalissiano che il Milan abbia acceso la spia della riserva, essendo a corto sia delle  energie fisiche che di quelle psicologiche, con partite ogni tre giorni che si ripercuoto inevitabilmente sulle gambe e nella testa, a maggior ragione se a giocare sono sempre gli stessi a causa degli infortuni. L’emblema dell’annebbiamento rossonero sta in quei giocatori, come Theo Hernandez e Kessie, che fino a poco fa facevano la differenza, mentre ora stanno vivendo un momento non entusiasmante, per usare un eufemismo.

Sui social c’è chi parla già di un Milan fuori dai quattro posti: ma perchè?

Insomma, il momento è quello che è, ma una cosa mi sento di dirla alle compagne ed ai compagni di tifo rossonero: no ai funerali anticipati. Nelle ultime 24 ore circa – a partire, insomma, dal fischio finale di Udinese-Milan – sui social è tutto un catastrofismo a mio parere ingiustificato. c’è chi parla di un Milan che non riuscirà ad arrivare nemmeno nelle prime quattro, chi prevede mesi di delusioni e sconfitte su tutti i fronti. Non sarà così, anche perchè nessuna delle contendenti – fatta eccezione forse per l’Inter – sta dimostrando di avere continuità (il Napoli che perde in casa con l’Empoli vi dice qualcosa?). E poi, il Milan è a quota 39 punti, a due gare dalla fine del girone: può arrivare a quota 45 punti, quando lo scorso anno girò la boa a 43. Ora bisogna stringere i denti per queste ultime due partite del 2021, ancora in emergenza, e poi arriverà una sosta benefica, ed essenziale per ricaricare testa e gambe.

Twitter: @Juan__DAv

Udinese-Milan: Tiemoue Bakayoko, Beto e Walace (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Udinese-Milan: Tiemoue Bakayoko, Beto e Walace (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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