Alla ricerca del diez. Come ha lavorato la società in questi anni nel ruolo del trequartista?

La scorsa stagione la rosa aveva una lacuna che ha rischiato di pesare parecchio ed era la mancanza di un trequartista titolare. È partito forte Diaz che post Covid si è un po’ smarrito, con Krunic e Kessie che poi hanno interpretato a modo loro il ruolo di falso diez con alterne fortune.

Quest’anno al contrario nella stessa zona di campo c’è una discreta abbondanza, ma non c’è ancora un proprietario reale della 10. La gerarchia iniziale naturalmente favoriva De Ketelaere, forte soprattutto dell’investimento e dell’esperienza internazionale.

Poi Adli, che arrivava da una Ligue 1 disputata da protagonista al di là delle difficoltà del Bordeaux e un precampionato in rossonero che ha generato aspettative. In tutto questo Brahim rischiava di trovare poco spazio.

Dopo ormai un terzo di stagione invece lo spagnolo ha conquistato minuti, prima subentrando determinato ad esser utile in fase di non possesso, successivamente con gol e assist. In 9 presenze di Serie A le reti sono già 4, più di quelle dell’intero campionato scorso.

A Diaz la concorrenza ha fatto bene, perché da underdog si é preso i gradi che ad agosto non aveva. Ora c’è da capire cosa faranno i concorrenti, perché il Diavolo ha tremendamente bisogno di CDK e anche di Adli. Prima del Mondiale serve un colpo da parte loro, ma la sensazione è che non abbiano trovato collocazione nel sistema di Pioli. Lo staff tecnico è chiamato a trovare soluzioni perché la società è lì che ha investito il budget. Osserviamo fiduciosi.

Brahim Diaz MilanPress
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