Ci sono estati in cui i riflettori sono puntati sui grandi acquisti. Altre, invece, in cui è il campo a raccontare storie che forse nessuno si aspettava. Quella di Lorenzo Torriani è una di queste.
Nelle prime due amichevoli del Milan in questa Pre Season, contro Celtic e Inter, Ruben Amorim ha affidato la porta rossonera al classe 2005. Una scelta dettata anche dall’assenza di Mike Maignan, ancora in vacanza dopo il Mondiale, ma che ha comunque permesso al giovane estremo difensore di mettersi in mostra contro avversari di livello.
E Torriani ha risposto presente.
Personalità, parate e la fiducia di Amorim
Se contro il Celtic ha avuto qualche inevitabile difficoltà, nel derby amichevole con l’Inter il giovane portiere ha dato un segnale importante. Le parate su Pio Esposito e Zielinski nel primo tempo hanno tenuto a galla il Milan nei momenti più delicati, mentre nella ripresa ha confermato sicurezza deviando in angolo una conclusione di Lavelli e negando la gioia del gol anche a Mkhitaryan.
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Più delle singole parate, però, ha colpito l’atteggiamento. Torriani non ha dato l’impressione di subire il peso della maglia o dell’occasione. Ha giocato con personalità, cercando sempre la costruzione dal basso, uno degli aspetti su cui Ruben Amorim insiste maggiormente fin dai primi giorni di ritiro.
Il tecnico portoghese continua a osservarlo con attenzione. A soli 21 anni, Torriani sta dimostrando di avere qualità e margini di crescita importanti. Non è un caso che, al momento, sia lui il principale candidato a ricoprire il ruolo di secondo portiere nella prossima stagione.
Una porta da custodire, oggi e domani
Le gerarchie, naturalmente, non sono in discussione. Mike Maignan resta il numero uno del Milan e uno dei portieri più forti d’Europa. Eppure, proprio la sua assenza in queste settimane ha permesso a Torriani di vivere un’occasione preziosa, sfruttata con maturità e continuità.
Intorno al capitano rossonero, intanto, resta un momento particolare. Tra il mercato che continua a rincorrere il suo nome e un silenzio che dura ormai da settimane, anche nei giorni in cui il mondo milanista ha salutato Franco Baresi, l’attenzione inevitabilmente si è spostata anche su chi, in questo momento, sta difendendo la porta del Milan sul campo.
Ed è proprio qui che Torriani sta costruendo le proprie certezze. Senza proclami, senza pressioni e con la serenità di chi sa che ogni allenamento e ogni partita possono rappresentare un passo in più nel proprio percorso di crescita.
Perché il presente della porta rossonera ha ancora un padrone. Ma il futuro, forse, ha già iniziato a bussare.



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