Non è sicuramente l’inizio di stagione migliore della carriera di Theo Hernandez e non ci vuole un genio a capirlo. Basta recuperare come il Milan sia arrivato alle soste di quest’annata: Lazio, cooling break della discordia che lo vede protagonista; Fiorentina, rigore rubato a Pulisic ed espulsione nel finale per insulti all’arbitro; Cagliari, errori difensivi e scarsa grinta.
Il Corriere della Sera odierno scrive che “non è più lui“. Certo, non gli va attribuita ogni colpa del pareggio in Sardegna, ma l’atteggiamento difensivo non è stato buono e lui appare “l’ombra di sé stesso“, con un linguaggio del corpo che lascia trasparire tutto fuorché “voglia di giocare“. Un aspetto sottolineato anche dalla Gazzetta dello Sport che scrive: “È stato fragile perché – almeno questa l’impressionata data – aveva scarsa determinazione nell’opporsi“.
Il terzino francese è mancato di attenzione difensiva, aggressività e cattiveria nei contrasti. Caratteristiche che hanno distinto anche Leao in passato, punito con la panchina: deve succedere questo anche per Theo? La Rosea scrive che farebbe tanto discutere, anche se le alternative adattate ci sono (Calabria, Emerson Royal, Terracciano, Jimenez).
E poi il capitolo rinnovo, a cui il Corriere della Sera dedica una parte del suo pezzo odierno. Il contratto attuale di Theo Hernandez scade nel giugno 2026 e la richiesta è di salire dai 4,5 milioni attuali ai 6,5/7, in linea con Leao. Al momento manca l’intesa, ma chi gli sta vicino assicura che a Milano sta bene e la sua intenzione sia quella di restare.


