L’ex allenatore Arrigo Sacchi ha fatto un’analisi sul Milan sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, soffermandosi tra le altre cose sulla difesa e Camarda. Queste alcune delle considerazioni di Sacchi:
Su qual è la vera versione del Milan, Madrid o Cagliari: “La mia impressione è che la verità, come spesso accade, stia nel mezzo. E cioè: il Milan non è ancora la squadra scintillante che ha messo k.o. in casa loro i Blancos del mio amico Ancelotti, ma non è nemmeno quella approssimativa che ha subito tre gol a Cagliari”.
Sui problemi in difesa: “Si tratta di avere pazienza, che è purtroppo merce rara nel mondo del calcio, e di questo sono pienamente consapevole perché il pubblico, si sa, vuole sempre tutto e subito. Per costruire una formazione solida, equilibrata e vincente, tuttavia, è necessario tempo: i miracoli non li fa nessuno. A Madrid ho apprezzato il coraggio dei rossoneri, che hanno ribattuto colpo su colpo contro i grandi campioni del Real. E sono stati bravissimi a mettere in difficoltà il loro sistema difensivo, li hanno costretti a modificare il loro modo di giocare. A Cagliari, invece, mi hanno dato fastidio le disattenzioni in fase difensiva. Il che non significa dare la colpa soltanto ai difensori, o addirittura a uno di essi, perché in Italia siamo bravissimi a cercare un solo colpevole anche in uno sport di squadra com’è il calcio. Qui parlo di fase difensiva, quindi di applicazione da parte di tutti di determinati concetti”.
Su Camarda titolare: “Il Milan, a Cagliari, contro una squadra dai valori tecnici decisamente inferiori rispetto a quelli del Real Madrid, ha fatto un passo indietro. Incomprensibile? No, direi che rientra in un normale percorso di crescita. Intanto i rossoneri hanno riabbracciato Leao, ammesso che finalmente abbia trovato quella continuità di rendimento che è necessaria per arrivare al top. Lo aspetto ai prossimi appuntamenti: lui ha tante qualità, dribbling e velocità negli spazi larghi, bisogna vedere se riuscirà a metterle sempre in mostra. Aver ritrovato un giocatore così sarebbe molto importante per Fonseca. Il quale, da scienziato che era diventato dopo Madrid, adesso è tornato sotto il fuoco delle critiche. Gli imputano di aver fatto esordire dall’inizio un sedicenne come Camarda, e invece io lo difendo per questa scelta. Ha avuto coraggio, e il coraggio alla lunga premia sempre. Lo accusano di non aver dato un assetto solido alla difesa: per quello che si è visto a Cagliari il rimprovero ci sta”.


