Ancora una vittoria per il Milan in campionato, la terza consecutiva per la squadra di Conceicao, che prova a mettere dentro un po’ di continuità, prima delle ultime 4 gare della stagione. Probabilmente i segnali di ripresa sono arrivati troppo tardi, ma in vista della finale di Coppa Italia di mercoledì prossimo, questo lascia ben sperare. Ciò che fa maggiormente riflettere, è che questa è solo la seconda volta nella quale il Milan raccoglie 3 vittorie di fila: nella prima occasione, c’era ancora Fonseca sulla panchina rossonera, e non erano neanche tre gare di campionato, bensì una di Champions (Slovan Bratislava), una di Serie A (Empoli), ed una di Coppa Italia (Sassuolo).
Tutto questo, rende meravigliosamente (o terribilmente) l’idea, di quanto sia stato faticoso seguire il Milan per i tifosi o per gli appassionati. Troppe difficoltà, all’interno di un cammino tortuoso, che ha risucchiato tutti tra sogni e paradossi. In questa annata disastrosa, almeno fino a questo momento, lo abbiamo ripetuto più volte, per noi di MilanPress.it sono tutti responsabili. Chi più, chi meno, tra giocatori, allenatori, dirigenza e società, hanno commesso errori, che hanno portato una rosa di qualità – seppur con qualche difetto – ad una posizione di classifica non all’altezza. Tant’è che l’unica speranza, resta la finale di Coppa Italia, conquistata a suon di prestazioni eccellenti contro Roma e Inter, che non fanno altro che aumentare i rimpianti.
MILAN, DALLA PROSSIMA STAGIONE SERVIRA’ CHIAREZZA SUGLI OBIETTIVI: BASTA CON LE ILLUSIONI
Il primo momento in cui si era capito che a Milanello si sarebbe vissuta la “stagione delle illusioni”, è stato il giorno della presentazione di Paulo Fonseca sulla panchina del Milan: sia Ibrahimovic che lo stesso allenatore portoghese, non hanno avuto timore nel nominare la parola scudetto. Complice il secondo posto dell’annata precedente (ma a -20 punti dall’Inter), e l’ottima tournée negli Stati Uniti, l’idea di una possibile lotta per il tricolore ha elettrizzato rapidamente l’ambiente (cosa molto comune all’alba di una stagione), salvo poi sciogliersi come la neve al sole, fin dalle prime uscite ufficiali. Torino, Parma e Lazio, sin da fine agosto, si è subito capito che fosse tutto un “bluff”, e che per raggiungere un obiettivo simile servisse molto di più. Invece questo Milan, come dimostrato nel tempo, è pieno di difetti… a partire da chi lo dirige.
Nel frattempo è arrivato il primo derby della stagione, che sembrava aver riportato un po’ di verve all’ambiente, ma l’idea del titolo era sparita. Gli occhi erano già puntati sulla corsa Champions. Eppure, diminuendo le pressioni, è diminuito anche lo spirito in campo. Pochissimi risultati positivi in campionato, che hanno demoralizzato tutti, in primis i giocatori. A novembre ci si è illusi un’altra volta: la vittoria al Bernabeu, sembrava aver riportato in carreggiata il Diavolo, verso una qualificazione diretta agli ottavi di Champions League. Nel mezzo il primo trofeo stagionale, la Supercoppa a Riyad, contro due big come Juventus e Inter, tanto per riprendere il discorso sui rimpianti, perché questo Milan ha grandi qualità inespresse, per mille motivi.
Tra gennaio e febbraio, si è buttato tutto all’aria: le due competizioni non sono state rette, tanto da non fare dignitosamente nessuna delle due. Dalla Juventus alla Dinamo Zagabria, passando per il fallimento totale e l’eliminazione in Champions contro il Feyenoord, che ha disintegrato l’umore della squadra, proprio a ridosso delle tre gare clou in Serie A, per quelle che erano le ultime speranze di qualificazione alla prossima Champions League. Si è dunque rimasti con un pugno di mosche in mano, poiché ci si è guardati intorno e i punti di distacco dalla lotta scudetto erano troppi, così come quelli dalla lotta Champions, e con la sola Coppa Italia alla portata.
Ad oggi, utilizza il campionato per allenarsi in vista dell’ultimo match di valore e livello della stagione, ovvero la finale di Coppa Italia contro il Bologna. Tutto questo è semplicemente inaccettabile, ed è assurdo anche solo immaginarla una cosa del genere. Ad inizio anno, la Coppa Italia non era neanche un obiettivo, mentre adesso il Diavolo è aggrappato per questa partita. Morale della favola? Il Milan non ha perseguito – concretamente – nessun obiettivo fissato, non l’ha né rincorso, né cercato di riacciuffarlo (come sta facendo la Roma per intenderci), ma anzi, è riuscito a peggiorare nel corso delle settimane.
Voltata pagina, archiviata questa stagione paradossale, servirà chiarezza, fin da subito. A luglio, bisognerà prendere coscienza dell’obiettivo, mantenendo magari un profilo basso, senza alzare troppo le aspettative, altrimenti si rischierà un fallimento-bis. Se l’obiettivo sarà il ritorno in Champions, allora bisognerà immergersi totalmente in quello e calarsi nella parte, perché servirà una media di 1,8/2 punti a partita. Poi, se a marzo, coloro che si staranno contendendo il titolo, avranno lasciato qualche spiraglio di luce, si proverà a fare qualcosa di più. Senza illusioni, senza scottarsi, ma con chiarezza ed onestà.


