Ci risiamo, come canta Achille Lauro: “Ci sono cascato di nuovo…“. Dopo il silenzio antecedente la finale di Coppa Italia, è tornato in voga il vortice di nomi di allenatori, giocatori e DS sui giornali e sulle principali testate giornalistiche. Dall’avvento della nuova dirigenza (Furlani, Moncada & Co.) sono stati evidenziati tantissimi errori di inesperienza o, peggio ancora, di supponenza, da parte di chi comanda, ma niente sembra mai essere cambiato.
Tra trattative interrotte alla firma (es. Paratici), portate avanti mesi e poi naufragate (es. Zirkzee) e tantissime altre scelte sbagliate (Fonseca per il post Pioli in primis), non sembra si sia imparato qualcosa dai continui schiaffi presi dal mondo del calcio e dagli altri club. Il DS è ancora un punto interrogativo, mentre poco più di un mese fa la data di scadenza prestabilita doveva essere “subito dopo Pasqua“. Il mercato senza un direttore sportivo sarebbe forse meglio non farlo, per non parlare della questione allenatore: è noto che Conceicao non rimarrà, su chi puntare?
Ed ecco nuovamente la valanga di nomi piovere dal cielo, sempre gli stessi per altro, a far presupporre che qualcosa di fondato ci possa essere: la confusione. Da tempo ci si batte per far capire agli stessi vertici rossoneri di essere confusi e di cambiare strategia, visto e considerata la loro ottusità al riguardo, ma niente. “Vogliamo dirigerci verso quella che è la figura di un direttore sportivo più tradizionale” aveva detto Furlani nel pre partita di Milan–Inter di Coppa Italia, aggiungendo – non molto tempo dopo – che la scelta: “Non è una cosa urgente“.
E così che tutto il vantaggio che si poteva ricavare sulle altre squadre programmando molto prima la stagione è andato a perdersi, sperando cosa? Di vincere la Coppa Italia e dire: “Abbiamo salvato la stagione, non ci saranno cambiamenti“? Oppure sperando di non dover ricorrere a delle scelte forti per lo stesso motivo appena citato? Ai piani alti di Casa Milan regna sovrana la confusione, che si è poi riflessa perfettamente tra panchina e campo.
Prendere un direttore sportivo di spessore avrebbe certamente dato più credibilità ad una società già odiata dai propri tifosi, (che ne chiedono la cessione con insistenza) e non compresa a pieno dai propri calciatori. Continua ad esserci poca chiarezza e le tante voci che hanno ricominciato a saltar fuori non aiuteranno certo a finire la stagione in maniera più lieve. È probabile che neanche la vittoria della Coppa Italia lo avrebbe fatto, figuriamoci un settimo posto in campionato e una finale persa in questo modo. Il tifo organizzato rossonero continuerà la propria crociata non presentandosi all’Olimpico, anche per ragioni lontane dalla contestazione, e sui giornali continuano e continueranno a piovere critiche (spesso anche troppo eccessive). Che fare? Cambiare strategia potrebbe essere un buon inizio intanto…


