Con solamente 3 giornate alla fine della stagione si può iniziare a fare un sunto dell’annata del Milan, partendo dall’ennesimo mercato estivo sbagliato.
Milan: l’estate scorsa spesi 150 milioni, ma non si vede
Durante la scorsa sessione estiva di mercato i rossoneri, in cui sono stati ceduti tre elementi importanti come Malick Thiaw, Theo Hernandez e Tijjani Reijnders, hanno investito oltre 150 milioni, ma la maggior parte degli acquisti si è rivelata sbagliata.
In difesa sono arrivati Koni De Winter e David Odogu. Il belga si è ritagliato un discreto spazio e ha dimostrato di poter essere un buon rincalzo potendo giocare in ogni posizione, mentre il tedesco è invalutabile avendo giocato pochissimi minuti, per cui forse 10 milioni si sarebbero potuti spendere altrove.
A centrocampo è arrivato Luka Modric a 0, un grandissimo colpo e ora la sua assenza sta già pesando enormemente, ma anche Adrien Rabiot che si è rivelato un acquisto azzeccatissimo. Dall’altra però i 35 milioni per Ardon Jashari al momento sembrano stati un errore, mentre i 23 per Samuele Ricci sono più comprensibili anche se non ha entusiasmato.
Sugli esterni sono arrivati Pervis Estupinan e Zachary Athekame: il primo tolto il gol nel secondo derby ha floppato, mentre il secondo ha fatto intravedere qualcosina, ma anche lui non è stato utilissimo alla causa.
In attacco infine l’altro enorme errore: Christopher Nkunku. Per prenderlo il Diavolo ha sborsato ben 37 milioni di euro più bonus, una cifra folle se si guarda poi la resa del francese in campo.
In estate si deve cambiare, chiunque ci sarà
La prossima sessione estiva è ancora estremamente incerta perché prima va capito se arriverà la qualificazione in Champions League visto che senza si farà un mercato low cost e ci saranno tanti addii importanti.
Qualunque sia la situazione e chiunque ci sia al comando l’obbligo deve essere uno: cambiare radicalmente il modo di costruire la squadra per l’allenatore.
Prima di tutto vanno ascoltate le richieste di chi siederà in panchina per non ritrovarsi con giocatori fuori dal progetto ancora prima di iniziare, poi va trovato un modo per mantenere l’equilibrio nel corso dell’anno.
Gli acquisti e le cessioni devono sempre essere visti come un lavoro corale, non è più possibile leggere scelte attribuite ad un elemento e poi all’altro, prima apprezzate e poi ritenute sbagliate da un dirigente o dall’allenatore.
Negli ultimi anni è troppo spesso mancata unione all’interno del Milan, ma se il traguardo è tornare a vincere si deve ripartire da lì.


