Mentre si è chiusa un’annata abbastanza complicata per il Milan, considerando le iniziali aspettative e i risultati ottenuti tra campionato e coppe, si ha come la sensazione che – nonostante ci troviamo in una fase di transizione tra l’annata appena conclusa e l’attesa della prossima prossima – l’inizio della nuova stagione non sia pronto a regalare grandi emozioni (almeno non da subito) ai tifosi rossoneri.
Un silenzio diventato abituale
Che fine hanno fatto la programmazione, le mosse d’anticipo, la comunicazione societaria, l’allenatore e la campagna abbonamenti? A pesare più di ogni altra cosa è senz’altro il vuoto comunicativo, che sta portandosi dietro ogni aspetto, perlopiù negativo. Non vogliamo puntare i fucili contro il club facendo passare il messaggio di chi racconta con gli occhi di chi vede tutto nero e poco rosso, ma l’intento è quello di analizzare – piuttosto – le situazioni fattuali fin qui maturate.

Andiamo per ordine, cominciando dall’allenatore. Senza entrare nei meriti della scelta della società, che a meno di clamorosi risvolti farà sedere Paulo Fonseca sulla panchina rossonera, ci si chieda quando arriverà l’annuncio. Il prossimo futuro della squadra passa senz’altro dal presente, e dalla possibilità di programmare subito il Milan che verrà. L’annuncio del tecnico (a due settimane dalla fine del campionato) non può tardare ancora, soprattutto per sbloccare il secondo punto su cui facciamo leva: il mercato.
Il Milan non dovrà muoversi sul mercato in maniera corposa come fatto nella passata sessione estiva, dove di fatto sono arrivati otto nuovi calciatori, ma avrà il compito di rinforzare ulteriormente la rosa con giocatori possibilmente di spessore. Almeno un difensore, un terzino destro, un centrocampista e l’attaccante. Tanti nomi lanciati dai media, ma di fatto ancora nessun sussulto.
La campagna abbonamenti. Tra i fatti fattori mancanti in questa fase che sembra quasi confusionaria, emerge anche la campagna abbonamenti per la prossima stagione. Di solito il periodo più gettonato, anche per le tradizioni del club rossonero, riguarda la fine del mese di maggio. Oggi, lunedì 3 giugno, non c’è traccia di tutto ciò. Ma con un Europeo alle porte, forse sarebbe stato più intelligente anticipare la medesima campagna… e non solo.
Siamo arrivati ad un silenzio surreale e quasi paradossale (a cui forse ci stiamo addirittura abituando) soprattutto se si pensa ai tifosi del Milan, che cercano disperatamente risposte dal club. Batterebbe un cenno, una breve scossa, qualcosa che ribadisca “noi ci siamo, pazientate”, qualcosa che rianimi finalmente questa piazza. Una piazza che ha bisogno di fatti, concretezza, ambizione e pragmatismo. Non più di parole.


