Lasciarsi alle spalle, almeno momentaneamente, il grande nodo dei match contro le piccole. È questa la missione del Milan e di Massimiliano Allegri, dentro una situazione che è legittimo definire problematica quando ti ritrovi a sbattere contro il muro di tutte e tre le neopromosse.
Prima regola: non snobbare la Coppa
La pausa dal campionato e il richiamo della Supercoppa in Arabia spostano inevitabilmente il focus su un titolo da difendere. Una coppa che il Milan, nel caos di una rivoluzione iniziata proprio nella bolla di Riad lo scorso anno, è riuscito addirittura a conquistare, ribaltando Juventus in semifinale e Inter in finale.
Il primo ostacolo della nuova Supercoppa sarà il Napoli di Conte, squadra che attraversa un momento delicato, complice un calendario saturo e una quantità di impegni che sembra aver incrinato alcune certezze. Ma il Milan non può e non deve snobbare questa competizione. Al contrario, deve puntarci. I motivi sono diversi, e su tutti ne elenchiamo tre, non necessariamente in ordine di importanza: difendere lo scettro conquistato un anno fa, arricchire una bacheca povera di coppe negli ultimi anni, dare continuità al rendimento contro le big.
Lo scenario perfetto
È da quest’ultimo punto che emerge quanto il Diavolo abbia nelle corde la concreta possibilità di arrivare fino in fondo, per vincere. C’è un dato è fattuale: il Milan di Allegri, in questa stagione, non ha mai perso uno scontro diretto. Anzi, li ha quasi vinti tutti.
Contro Napoli, Inter, Juventus, Roma, Lazio, Atalanta e Bologna sono arrivate cinque vittorie su sette partite, con appena due reti subite. Un rendimento diametralmente opposto rispetto a quello mostrato contro le “piccole”, vero tallone d’Achille di questa squadra.
È vero, gli impegni di Riad non sono e non saranno gli stessi di quelli disputati in Italia, ma è proprio in occasioni come queste che il Milan può tirare fuori, ancora una volta, le sue migliori prestazioni. Dalla semifinale contro il Napoli all’eventuale finale contro Inter o Bologna. Allegri conosce queste partite, sa come si attraversano e come si vincono, ed è pronto a tutto – o quasi – per rifare scacco matto.


