Milan, 19 giocatori di movimento in rosa sono pochi anche con una sola partita a settimana. A gennaio servono almeno un paio di innesti

Partiamo da due assunti imprescindibili. Uno: diciassette punti in otto partite sono tutto fuorchè pochi per il Milan, a maggior ragione dopo la scorsa disastrosa stagione. Due: quando la cattiva sorte ci mette lo zampino, ci si può fare ben poco. Tuttavia, questi primi due mesi di stagione rossonera hanno dato una sentenza inappellabile. Una rosa costituita da soli diciannove giocatori di movimento è insufficiente anche per una squadra che gioca una sola partita a settimana. E ne facciamo un mero dato numerico, indipendentemente dalla qualità dei giocatori stessi e dal fatto che undici di questi diciannove sono nuovi acquisti.

Complice il “bollettino di guerra” arrivato dall’ultima sosta per le Nazionali, nelle partite contro Fiorentina e Pisa Allegri ha operato in tutto cinque cambi, la metà di quelli permessi. Tre contro i Viola – di cui due oltre il novantesimo – e due ieri sera. Due partite in cui la panchina rossonera era composta da sette giocatori in totale, cinque di movimento e due portieri, con la presenze di alcuni giovani dell’Under-23 (due contro Pioli e uno contro Gilardino).Insomma, è ovvio che l’assenza in contemporanea di Rabiot, Pulisic, Loftus-Cheek, Estupinan e del lungodegente Jashari è un problema enorme, ma la rosa rossonera è palesemente sottodimensionata.

Milan, a gennaio servono almeno un paio di innesti

E lo è per scelta, visto che era noto sin dall’inizio del mercato che il Milan ’25-26 sarebbe stato concepito così, evidentemente per l’assenza di impegni europei. Che comunque non è una scusante, visto che altre dodici squadre in Serie A oltre al Milan non giocano le coppe, e comunque hanno rose più numerose di quella rossonera. Non è un caso che nel finale della partita di venerdì è tutta la stanchezza dei giocatori, portando ad una squadra lunga e poco lucida. Insomma, indipendentemente che l’obiettivo sia semplicemente il piazzamento Champions, o si ambisca a qualcosa di più, a gennaio la rosa va allungata.

Con almeno due innesti: sicuramente una punta centrale, ma non in sostituzione di Gimenez, piuttosto in sua aggiunta, per creare anche una sorta di competizione con il messicano; ma anche un difensore che dia qualche alternativa ad Allegri, visto che il giovane Odogu è ad oggi un oggetto misterioso. E, a voler essere proprio pignoli, sarebbe utile anche un esterno da centrocampo a cinque, magari che sappia giocare su entrambe le fasce. Ovviamente giocatori pronti, non giovani scommesse. Tare e Allegri non sono gli ultimi arrivati: una rosa corta vuol dire meno cambi, e meno cambi equivale a un minutaggio più alto per i titolari, con conseguente rischio di infortuni: in questo modo, il “vantaggio” di non avere impegni europei verrebbe praticamente azzerato…

Giorgio Furlani, Igli Tare - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Giorgio Furlani, Igli Tare – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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