Sono giorni tristi per l’appassionato rossonero che vede raccogliere al Milan in ogni suo campo ciò che ha seminato nel corso degli ultimi anni. Una semina cattiva quasi ovunque, frutto di seminatori privi di competenza nel settore o convinti di poter implementare modelli senza avere una base dalla quale partire.
Mai come in questi giorni la retorica del “conta il percorso, non il risultato” è azzeccata quando si parla del Diavolo. Perché effettivamente conta come si è arrivati al 18 maggio a non giocarsi più nulla con la prima squadra, rischiando l’esclusione da ogni coppa europea nella prossima stagione (tralasciando le tante brutte figure dentro e fuori dal campo). Perché effettivamente conta come si è arrivati al 17 maggio a retrocedere con la seconda squadra, nel primo anno del progetto e dopo oltre 10 milioni di euro investiti. Perché effettivamente conta come si è arrivati al 17 maggio a conquistare i playoff con la Primavera con la squadra più giovane del campionato.
Il traguardo, positivo o negativo, è indicativo del percorso, una conseguenza di quanto seminato e mai come adesso in casa Milan divide ciò che è stato fatto bene da ciò che è stato fatto male, divide chi ha fatto bene da chi ha fatto male.
Alla fine è il percorso che conta, no? La prima squadra e Milan Futuro hanno esonerato in corsa gli allenatori designati in estate per il nuovo grande progetto, certificando di fatto gli errori fatti con Paulo Fonseca e Daniele Bonera. Il Milan Primavera è stato invece protagonista con Federico Guidi di una crescita progressiva, individuale e collettiva.
Alla fine è il percorso che conta, no? La prima squadra e Milan Futuro si sono rese protagoniste di episodi tristi dentro e fuori dal campo, tra cooling break, rigori, espulsioni, torti arbitrali (tutto finisce nel calderone), ben distribuiti nel corso dell’annata. Il Milan Primavera, nonostante le difficoltà di gestione del gruppo con le necessità dell’U23, ha sempre seguito una linea e su quella ha proseguito.
Alla fine è il percorso che conta, no? Giorgio Furlani e Zlatan Ibrahimovic hanno costruito i progetti di prima squadra e Milan Futuro a loro immagine e somiglianza, dall’alto della loro esperienza manageriale nel mondo del calcio. Vincenzo Vergine ha gestito Milan Primavera e il settore giovanile dall’alto del suo passato nel mondo del calcio e dell’ambito giovanile, affidandosi ad una sua vecchia conoscenza come Federico Guidi, chiamato ad un compito difficile e allettante dopo l’era Abate e al primo anno dell’U23 (e del campionato Primavera 1 diventato U20).
La fortuna del Milan è proprio questa: conta il percorso, non il risultato. Due percorsi fallimentari e uno virtuoso, due risultati fallimentari e uno virtuoso. Alla fine il risultato ha rispecchiato il percorso: se non è giustizia questa.


