In alcune circostanze per i tifosi è davvero complesso ascoltare le dichiarazioni dei dirigenti del Milan senza in*a**rsi. Nessuno del board è esente e ieri è stato il turno di Moncada, che seppur con poche frasi, è riuscito a far perdere la pazienza a molti.
Nel pre partita di Roma Milan ha ripetuto la litania del ‘siamo delusi’, ‘il Milan non dovrebbe stare in questa posizione’, con l’aggiunta dell’immancabile ‘ripartiremo con ancora più fame’. Ma purtroppo buona parte delle lacune manifestate erano evidenti in estate, quando la dirigenza era convinta di aver operato nel migliore del modi, ed invece l’ambiente già aveva percezione dell’annata che si è poi puntualmente concretizzata.
Purtroppo però la dispercezione della realtà contagia anche la visione del progetto Milan Futuro. Anche lì si è agito male ed in ritardo, senza aver sfruttato del tutto la chance di far crescer i migliori talenti in serie C. Allenatore non adatto nella prima parte e pezze messe tardi e male in corso d’opera, col risultato che l’anno prossimo l’under 23 sarà iscritta al campionato di D.
A tal proposito lo stesso Moncada nel pre match coi giallorossi di ieri ha minimizzato, sostenendo che per sviluppare talenti tra C e D cambi poco. Parecchi hanno sottolineato tuttavia che le differenze vi sono eccome, parliamo di giocare ad esempio in una competizione non più di professionisti, pertanto con livello di avversari, campi e infrastrutture decisamente più bassi.
La sensazione è che ogni volta che un dirigente rilascia un’intervista, vengano solo confermati aspetti negativi che si teme siano reali e poi siano ulteriormente certificati da frasi che spesso rasentano l’improvvisazione.
Nessuno pretendeva che non vi fossero errori. Tantomeno pensando che fosse anche il primo anno di Milan Futuro, con tutte le incognite che il progetto può portarsi con sé. Ma non veder praticamente mai un’azione davvero correttiva rispetto alle mancanze avute è avvilente. Cosa serve vedere ancora affinché qualcosa cambi?

