È già il Milan di Rabiot. Ecco perché il francese sarà l’arma in più di Max Allegri

Ad Udine è stata la seconda, ma a tutti è sembrato che Rabiot vesta la maglia rossonera da molto più tempo. Questo hanno detto le partite contro Bologna e soprattutto Udinese, entrambe giocate dal primo minuto senza conoscere sostituzione. Che Adrien fosse un fedelissimo di Allegri lo sapevamo, ma che riuscisse ad imporsi e farsi spazio nello scacchiere rossonero fin da subito, questo non era scontato.

Del resto, i numeri sono dalla sua parte. E dicono che il francese giganteggia in entrambe le fasi. In quella di non possesso, tra Bologna e Udinese spiccano i 15 duelli vinti, frutto di una fisicità importante, ma anche i 5 falli subiti, un ottimo metodo per far guadagnare campo e fiato. E sulle palle inattive avversarie, la testa dell’ex Marsiglia è sempre ben presente.

Da metà campo in su è il solito “cavallo pazzo” che abbiamo apprezzato alla Juventus e anche sabato sera, ad Udine. Quando Rabiot attacca lo spazio, buttarlo giù è dura. Così come leggere gli inserimenti alle spalle della linea difensiva, la chiave vincente che ha portato al secondo gol di Pulisic e al “quasi gol” proprio di Rabiot nel recupero di Udine. A tutto questo si aggiunge una qualità di passaggio spesso sottovalutata, dal punto che nelle prime due uscite la percentuale media di passaggi riusciti è dell’88%.

Tutte queste qualità fanno di Rabiot l’arma in più e ormai indispensabile di Max Allegri. A differenza degli altri centrocampisti rossoneri, Adrien è probabilmente l’unico in grado di eseguire entrambe le fasi in modo efficace. Se il buongiorno si vede dal mattino, il francese è destinato ad una stagione da assoluto protagonista.

Milan: Adrien Rabiot (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)
Milan: Adrien Rabiot (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)
Alberto Carraro
Alberto Carraro
Sono Alberto e ho 25 anni. Amante del calcio da sempre, nel 2019 ho iniziato a coltivare la mia passione per il giornalismo, tramutata poi in scrittura di articoli ma anche realizzazione di grafiche per Milanpress.it. Sono inoltre un appassionato di statistiche, cerco sempre di unire il mondo dei dati a ciò che vediamo sul campo e a provare a trarne delle analisi interessanti.

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