L’improcessabilità di un Milan che resterà comunque primo in classifica

Author

Categories

Share

Partiamo da due dati incontrovertibili. Comunque andrà la prossima partita contro l’Hellas Verona, il Milan andrà alla sosta da primo in classifica dopo sette partite. Il secondo dato riguarda l’imbattibilità dei rossoneri, interrotta giovedì scorso dai francesi del Lille nella terza giornata della fase a gironi di Europa League a quasi otto mesi dall’ultima sconfitta rimediata dalla squadra di Pioli (era l’8 marzo, in occasione della gara interna persa contro il Genoa). Certo, in mezzo c’è stata un’inattività di tre mesi, ma la bontà del lavoro fatto in questo 2020 è improcessabile dopo una sola partita persa.

Contro il Verona si valuterà realmente quanto la fatica si sia realmente fatta sentire o, viceversa, come la gara europea possa essere archiviata come una “serata storta” e poco di più. Altre valutazioni oggi appaiono non solo premature, ma alquanto grottesche. Analogamente a quanto si dice già sull’opportunità di riscattare alcuni elementi della rosa in prestito, vedi Brahim Diaz e Dalot. Davvero qualcuno può credere che oggi tra le priorità di Casa Milan ci sia la valutazione del destino di due giocatori che non hanno nemmeno disputato dieci partite ufficiali?

Colpiscono per realismo le parole di Demetrio Albertini, intervistato oggi dal quotidiano La Repubblica. Sottolineando la crescita del gruppo, l’ex giocatore del Milan ha espresso un concetto chiaro: “Questo Milan ha restituito il sorriso a noi milanisti. Dopo il primo lockdown ha trovato consapevolezza di squadra: finalmente è dentro un percorso senza ricominciare ogni volta da zero. E ha messo fieno in cascina, va dato merito a Pioli. Dovrà lavorare per restare dov’è, ci sono squadre che hanno più esperienza”. Parole ferme quanto giuste. Il resto – oggi – è chiacchiera.

Author

Share