Pioli: “Ecco com’è andata la telefonata tra me e De Ketelaere. Sul mercato…”

Milan: Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Il tecnico rossonero Stefano Pioli ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport nella giornata di ieri, pubblicata sull’edizione odierna della Rosea. L’allenatore emiliano ha spaziato: dai consueti temi di inizio stagione fino al ricordo di Villiam Vecchi, passando per il mercato e Charles De Ketelaere. Ecco le sue parole.

Abbiamo ripreso da dove avevamo terminato. Non ci siamo mai mossi dal nostro modo di lavorare, dal nostro modo di ragionare: continuare ad avere coraggio nel cercare di crescere giornalmente, curare tutte le situazioni, tutti i dettagli. Anche perché sono assolutamente convinto che la squadra abbia ancora dei margini di miglioramento. Ho trovato atteggiamenti giusti, la preparazione sta andando bene: ci stiamo preparando per questo inizio di campionato“.

Sugli obiettivi per questa stagione: “Per vincere serve talento, per ripetersi serve carattere. E poi confesso: un anno fa non credevamo solo di poter migliorare la classifica della stagione precedente. Già dal primo giorno pensavamo di poter vincere. Quest’anno motivare il gruppo sarà più facile: dobbiamo avere passione, entusiasmo, voglia di crescere, loro come squadra e io come allenatore. Lotteremo per difendere lo scudetto, in Champions per migliorarci. Ha ragione Sacchi sulla Gazzetta: la Champions è una competizione che riguarda 4-5 squadre. Con le altre il dislivello c’è: noi faremo tesoro dell’ultima esperienza. Da allora siamo cresciuti molto“.

E continua: “Credo che piuttosto che l’obiettivo, sia molto più importante concentrarsi sul nostro percorso. Ci vede con tanti giocatori lavorare insieme da quasi 3 anni, ma che ci deve vedere con lo stesso entusiasmo, la stessa passione, la stessa voglia soprattutto di metterci in discussione e provare a crescere. Chiaro che siamo il Milan, chiaro che siamo i Campioni d’Italia, chiaro che vogliamo lottare per vincere, ma così vorranno fare anche tante altre squadre. Continuiamo a pensare giorno dopo giorno e partita dopo partita“.

Su De Ketelaere: “Ci siamo incontrati a Milanello mercoledì mattina, assieme allo staff gli ho mostrato dei video con dei nostri concetti di gioco. È stato molto attento, da quello che ha detto si vede che molto intelligente, che capisce di calcio. e poi ha grande talento, si vede da come tocca palla: è elegante, bello da vedere. Ho chiesto di lui a Origi, compagno di nazionale, e lui: ‘È metà Havertz e metà Kakà’. Si è sbilanciato… Giocherà qualche minuto a Vicenza e un tempo domenica con la Pergolettese. Ci sono aspettative importanti ma è giusto dargli tempo, io per primo gli ho detto di non avere fretta. Sta scoprendo il nostro ambiente, il nostro mondo, i suoi compagni, il nostro metodo di lavoro. Viene da un campionato diverso, ha caratteristiche di gioco diverse quindi ci vorrà un po’ di tempo. La telefonata per convincerlo? Ormai è abbastanza usuale cercare di sentirci, anche perché i giocatori giustamente chiedono come sono i concetti di gioco, come sta in campo la squadra, dov’è la posizione nella quale preferisce giocare. Sono situazioni importanti per le quali abbiamo parlato a lungo e abbiamo trovato punti in comune. De Ketelaere in prospettiva, in 2-3 anni, può diventare un top europeo. Ogni società fa le proprie valutazioni: noi con un progetto sostenibile abbiamo dimostrato di poter vincere. Oltre un certo livello il club credo non voglia e non possa arrivare. Di sicuro non ho mai temuto che la nuova proprietà arrivasse e vendesse i giocatori più importanti: ci era stato detto in partenza che la filosofia sarebbe rimasta la stessa“.

Sul mercato: “Sulla carta mancano due ruoli, il difensore e il centrocampista. Non vogliamo sostituire chi se ne è andato con dei sosia, anche perché un altro Kessie non c’è. Ci servono due caratteristiche: esplosività e intelligenza. Sono contentissimo della mia rosa. Abbiamo la fortuna di avere un blocco al 70-80% già completo, giocatori che sanno già cosa dobbiamo e devono fare. L’esperienza dell’anno scorso ci aiuta in questo senso: abbiamo capito quanto è difficile e faticoso vincere, ma allo stesso tempo quanto è soddisfacente e gratificante. La rosa c’è, l’organico c’è, i giocatori stanno bene. Poi chiaro che da qui alla fine di mercato può succedere ancora qualcosa…“.

Sulla lotta per le prime posizioni nella prossima stagione: “Sulla carta tante squadre si sono rinforzate, ma è così tutti gli anni. Non ci stiamo concentrando sui nostri avversari, su chi si è rinforzato di più e chi meno. Credo che sarà un campionato molto equilibrato come alla fine è stato quello dell’anno scorso: ci saranno 6-7 squadre di grandissimo livello che si contenderanno le primissime posizioni. Noi per primi siamo più forti di un anno fa. Puoi comprare i migliori giocatori ma la differenza la fanno l’organizzazione, la voglia, lo spirito. L’anno scorso mi pareva strano non ci tenessero in grande considerazione, non l’ho sofferto ma l’ho sfruttato a nostro favore. Quest’anno ci concentreremo solo su di noi. John Elkann vede l’Inter più avanti? Rispetto il parere, ma i pronostici di oggi non valgono niente“.

Sui rinnovi di Maldini e Massara: “Paura di perderli? Mai. Li sentivo tutti i giorni. Il passaggio di proprietà e altre dinamiche di cui non sono a conoscenza hanno portato a tempi più lunghi, ma non ho mai pensato che potesse finire diversamente“.

Su Cardinale: “L’ho solo incontrato il giorno prima del closing. Ma anche con i vertici di Elliott funzionava allo stesso modo, i miei riferimenti sono Paolo, Ricky e Gazidis“.

Su Milanello: “Tutti i giorni arrivo preoccupato, tra virgolette, per lo spirito con cui i calciatori lavoreranno, ma quando li vedo lavorare tutti i dubbi vanno via. Se continuiamo così saremo competitivi, non vuol dire che rivinceremo lo scudetto ma che avremo possibilità di vincere ogni partita. Nell’ultimo allenamento ho dovuto fermarli io, perché andavano troppo forte. Così è bello, coinvolgente, i nostri concetti ormai li abbiamo dentro. Finché vedo questo atteggiamento sarà tranquillo, se indietreggiamo anche di un solo centimetro diventiamo una squadra normale“.

Sul punto di forza della squadra: “Abbiamo tanti giocatori di livello. Giroud è un giocatore completo, Rebic è bravissimo nel dare profondità, Origi sa fare tutto. Divock è molto attento, mi piace e ci darà soddisfazioni. In mezzo non conta tanto la fisicità in termini di centimetri ma gamba e intelligenza e noi l’abbiamo in Tonali, Pobega, Krunic che spesso viene ingiustamente sottovalutato e invece ha capacità tattiche incredibili. Ovviamente Bennacer: può diventare un giocatore di altissimo livello. E Maignan sposta: non solo nella parata ma con la sua sola presenza. È stato il miglior portiere del campionato, anche se a me piace molto pure Szczesny“.

Sulla sua evoluzione come persona: “Non mi sono mai preoccupato di quello che si diceva di me, le esperienze mi hanno portato a questo livello. Il Milan mi ha fatto crescere e posso farlo ancora, mi sento giovane, con tanta voglia di mettermi alla prova. E poi i miei giocatori sono delle spugne. Io uso un metodo che definisco di condivisione, metto a disposizione della squadra le idee e cerco di capire con loro se funzionano o meno. Così abbiamo trovato motivazioni ed equilibrio. Mi è piaciuto leggere sulla Gazzetta che, vedendo giocare il Milan, sembra che i giocatori si divertano. È così“.

Sui giovani: “Solo in Italia i ventenni sono giovani. Tonali ha 22 anni, Leao 23, Theo quasi 25. Sono giocatori fatti, completi. Che certo devono avere fame per crescere perché non hanno raggiunto il massimo del loro potenziale. Ma giovani si è a 17, 18 anni. E poi nel gruppo ci sono anche esperti: Maignan, Kjaer, Ibra, Giroud, Origi, Calabria, Messias, Krunic, Rebic. Lo stesso Theo è molto maturato, è più presente. Nello spogliatoio Ibra si fa sentire, quello che parla di più è Florenzi, se poi è ascoltato non lo so…“.

Su Ibrahimovic: “Zlatan non c’è ma c’è, perché è sempre in contatto con tutti. È un campione che può ancora fare la differenza: prima deve stare bene, nel finale della scorsa stagione ha fatto dei sacrifici pazzeschi. La gente non lo sa, ma poteva allenarsi solo un quarto d’ora. Ha tecnica e intelligenza superiori ma soprattutto ha ancora tanta fame. Da metà agosto sarà a Milanello per portare avanti il suo percorso“.

Su Kjaer: “Aggiunge una capacità di lettura del gioco e una presenza comunicativa importantissime, è un punto di riferimento. Sono molto felice di riaverlo anche se avrà bisogno di tempo per ritrovare condizione“.

Su Kalulu e Tomori: “Hanno avuto un rendimento eccezionale, Pierre è cresciuto in modo incredibile, in campo sembra più grosso di quanto è davvero. È maturo e umile. Ma si giocherà ogni tre giorni, le rotazioni saranno automatiche, ci saranno 20 titolari“.

Su Leao: “Se manterrà questo livello sarà un punto fermo… altrimenti c’è Rebic. Non sono affatto preoccupato dalle vicende contrattuali, si è vede che è felice di stare con noi. Potenzialmente è un campione, per forza e capacità di saltare l’uomo. Ha tanti gol nelle gambe, anche più di quelli dell’anno scorso (14 in tutto, ndr). È cresciuto tanto senza palla, ora deve riuscire a occupare meglio l’area“.

Su Adli: “Ho letto che giustamente si è definito un centrocampista atipico: è molto intelligente, gioca in verticale. Si sta inserendo benissimo, a volte si muove fin troppo ma sta imparando in fretta. E non dimentichiamo Diaz, dal quale mi aspetto molto e di cui sono molto soddisfatto: da lui voglio più precisione nell’ultimo passaggio e più gol“.

Sulle sue passioni extra-calcistiche: “Sto a Milanello tutto il giorno, a casa riparto con il solito film. Stacco solo per andare a cena con mia moglie. Milano mi piace ed esco volentieri però, se lei non c’è, non esco“.

Il ricordo di Villiam Vecchi: “A nome di tutto il club porgiamo le nostre più sentite condoglianze ai familiari. Io l’avevo solamente incrociato, ma ho sentito tante testimonianze di una persona con grande professionalità, grande serietà e grande cuore. Una bella persona, sicuramente una mancanza importante“.

Milan: Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

5 Commenti

  1. […] Sulla descrizione che ha fatto di lui Origi: “Forse mi ha paragonato a Kaká perché ha giocato a Milano, oppure per la posizione in campo. Per quanto riguarda Havertz non siamo simili, ma anche lui è alto, è un attaccante o centrocampista offensivo ed è mancino… in questo ci assomigliamo. Ma io preferisco dire che sono solo me stesso e in ogni partita voglio dimostrare chi sono“. […]

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