«Non possiamo più sbagliare». La frase pronunciata da Allegri dopo Atalanta-Milan racconta meglio di qualsiasi analisi il momento dei rossoneri. Perché a due giornate dalla fine il Milan si trova esattamente lì: senza più margine d’errore. E fa effetto pensarlo guardando l’andamento della stagione. Per mesi i rossoneri avevano costruito risultati, che li avevano portati fino alla seconda posizione in classifica. Poi però quel rendimento ha iniziato lentamente a calare.
La situazione di classifica
Le prestazioni sono diventate meno convincenti, le certezze si sono sgretolate e una corsa Champions che sembrava gestibile si è trasformata in un finale pieno di pressione. La classifica dice Milan e Roma a 67 punti, con i rossoneri avanti grazie agli scontri diretti. Dietro c’è anche il Como ancora in corsa, mentre Juventus e Napoli restano poco avanti. Insomma, tutto ancora aperto, tutto ancora in bilico.
Il calendario sorride al Milan
Eppure, nonostante le difficoltà delle ultime settimane, il destino del Milan è ancora nelle sue mani. Anche perché il calendario, sulla carta, sembra sorridere ai rossoneri più che alle rivali. Alla Juventus toccano due partite cariche di rivalità, il derby con il Torino e la sfida con la Fiorentina, alla Roma invece manca il derby di ritorno contro la Lazio. Il Milan dal canto suo, affronterà squadre che non hanno più veri obiettivi di classifica.
Nessuna partita è semplice
Ma è proprio qui che nasce il paradosso più grande. Perché dopo le ultime prestazioni nessuna gara può più essere considerata semplice. Non conta più soltanto l’avversario, conta il Milan. Conta la sua capacità di reggere la pressione, conta la voglia di vincere le partite.
Per questo le parole di Allegri suonano come una resa dei conti. Il Milan ha già consumato tutti i bonus concessi dalla sua stagione. Non può più permettersi passi falsi, né aspettare risultati dagli altri campi. Ora non si può più sbagliare.


