Milan, così non si va avanti: ogni anno nuove figure, ma sempre caos e faide interne

Le ultime stagioni del Milan si potrebbero descrivere con un semplice “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”, celebre frase pronunciata da Tancredi Falcone ne “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Milan: non cambia niente da anni

La scorsa stagione rossonera è stata contraddistinta da dubbi sulle figure societarie e problemi interni, che hanno portato l’anno a a concludersi in modo tragico visto l’ottavo posto e la finale di Coppa Italia persa. Con l’arrivo di un direttore sportivo come Igli Tare e un allenatore esperto di dinamiche rossonere e dotato di grande carisma come Massimiliano Allegri in molti si aspettavano un cambio e l’inizio di un nuovo corso condiviso da tutto l’ambiente. Dodici mesi dopo, però, si può dire che negli ultimi anni al Milan non sia cambiato davvero nulla.

A due giornate dal termine, in un momento che richiederebbe unione di intenti, attorno al club continua invece a regnare il caos tra possibili addii, nuovi cambi negli equilibri di potere, ritorni di vecchi nomi e un futuro che appare ancora estremamente incerto

I vari avvicendamenti e i tanti errori

Da oltre due anni non si capisce chi sia la guida. Da un lato c’è l’amministratore delegato Giorgio Furlani, uomo esperto di conti ma meno di dinamiche calcistiche, dall’altra Zlatan Ibrahimovic, inizialmente figura centrale e plenipotenziaria, poi finito più nell’ombra ma che in futuro potrebbe tornare nuovamente al centro del progetto. Più indietro nelle gerarchie ci sono Geoffrey Moncada, figura sempre più defilata e spesso pronta ad adattarsi agli equilibri del momento, e lo stesso Igli Tare, dirigente esperto che però, in questo clima di incertezza, si sarebbe addirittura trovato all’oscuro di un possibile acquisto come quello di Jean-Philippe Mateta.

Nel frattempo RedBird ha inserito nel CdA anche Massimo Calvelli, finora rimasto dietro le quinte, mentre nelle ultime settimane ha preso quota anche l’ipotesi di un possibile arrivo di Tony D’Amico come nuovo direttore sportivo al posto dello stesso Tare.  Nel mezzo si sono state due stagioni negative, in cui nessuno, soprattutto a livello dirigenziale, è sembrato avere davvero il controllo della situazione. Il Diavolo non è mai stato realmente competitivo e attorno al club si è parlato molto più di lotte di potere e tensioni interne che di strategie concrete per tornare ai vertici.

Ora, oltre al possibile cambio di direttore sportivo, emergono indiscrezioni su presunti attriti Ibrahimovic-Allegri che coinvolgerebbero anche parte dello spogliatoio. Sullo sfondo restano poi i dubbi sul futuro di Furlani, diviso tra una possibile uscita e un rilancio interno, e l’eventuale ritorno di Ibrahimovic in una posizione ancora più centrale.

Cardinale intervenga, se interessa…

A questo punto viene da chiedersi quando Gerry Cardinale interverrà con decisione prendendo le redini della situazione e dettando finalmente una linea chiara per il futuro. Resta però da capire quanto un nuovo grosso avvicendamento in dirigenza gli possa convenire visto che al momento il Club, anche grazie a cessioni pesanti, continua comunque a rispettare l’obiettivo dell’autofinanziamento.

Cosa può servire?

Nel caso il Patron di RedBird decida di intervenire dovrà farlo con grande attenzione, inserendo un tipo di figura che manca dalla cacciata di Paolo Maldiniuomo di calcio riconosciuto e rispettato dall’ambiente rossonero. Maldini, pur con i suoi errori, aveva infatti restituito serenità a tutto il mondo Milan, creando un contesto più stabile anche per i giocatori che riuscivano a esprimersi al meglio. Oggi, invece, il caos societario sembra riflettersi direttamente anche sul campo e nel modo in cui la squadra affronta ogni partita.

Un nome simile era stato individuato in Adriano Galliani, che per un periodo era sembrato davvero vicino a un ritorno, salvo poi vedere sfumare tutto anche a causa delle ormai croniche divisioni interne. Che il profilo giusto sia Galliani o qualcun altro è difficile dirlo. Una cosa, però, appare evidente: senza una società compatta e capace di remare nella stessa direzione, il Milan rischia di restare intrappolato per sempre in questo limbo dove tutto sembra cambiare ma alla fine resta sempre uguale a se stesso.

Milanello: Gerry Cardinale, Giorgio Furlani, Massimiliano Allegri (Photo Credit: AC Milan)
Milanello: Gerry Cardinale, Giorgio Furlani, Massimiliano Allegri (Photo Credit: AC Milan)

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