La classifica della Champions League è discreta, quelle del campionato è critica. Non c’erano stati molti infortuni muscolari fin qui, ma ora si stanno palesando. Le celebrazioni del 125esimo anno avevano già un’aria pesante, è pacifico riconoscerlo.
In questo contesto non esaltante si è inserita la querelle lanciata da Fonseca nel post Stella Rossa e il momentum vede così acuirsi ancor di più le divergenze e evidenzia le ormai note mancanze comunicative societarie.
La sensazione è che il tecnico portoghese stia raccogliendo il risultato di anni di tensioni velate e o celate in qualche modo in passato. Le discussioni in spogliatoio con alcuni giocatori non sono una prerogativa di questa stagione.
Per un Leao ritrovato c’è un Theo nella tempesta. Assieme a lui pare esserci qualche altro compagno, forse Calabria, forse Tomori, forse persino Loftus-Cheek. È un’annate scostante dove stanno emergendo attriti nuovi senza che alcuni vecchi siano risolti.
E ora? Se Hernandez non partirà titolare col Genoa per alcuni sarà sintomo del fatto che la sfuriata pubblica ha avuto un senso, per altri invece sarà un errore perché i tre punti in palio sono più importanti di ogni divergenza.
L’unica certezza è la debolezza della società. Assente a Milanello in questi giorni aspri e assente a livello mediatico, con stampa e TV ormai rassegnate a cogliere l’ennesimo passo falso del club. Così perdiamo tutti e rimarchiamo ancora una volta una precarietà conclamata. Non c’è ragione, non c’è torto, solo polemiche vuote.


