La forte presa di posizione di Maldini sul caso Donnarumma-ultras: il bene del Milan, quello vero, prima di tutto

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Paolo Maldini scende in campo, non con la maglia numero 3, non sul prato di San Siro, non per difendere la porta rossonera. Lo fa in giacca e cravatta, da dirigente del Milan, per difendere l’ambiente e garantire un finale di stagione più sereno. L’ambiente ha riscontrato delle difficoltà dal punto di vista puramente calcistico, ma soprattutto da quello mediatico, esterno ma non indipendente ai problemi di campo.

L’argomento della discussione, in questo caso, è Gigio Donnarumma. Il portiere classe ’99 non ha ancora deciso se rinnovare il contratto con la società che lo ha fatto crescere e debuttare tra i grandi. Difficile prevedere quello che succederà da qui al 30 giugno, giorno della scadenza, ma nel frattempo lo scontro che lo ha visto coinvolto con gli ultras a Milanello non ha fatto che rendere ancora più caldi gli animi.

Milan: Gigio Donnarumma – MilanPress, robe dell’altro diavolo

La forte presa di posizione di Maldini

Le parole lanciate dall’agenzia Ansa offrono diversi spunti di riflessione. Il direttore tecnico rossonero è stato chiaro con i tifosi, con Donnarumma, con Raiola, ma anche con Calhanoglu ed il suo agente. Non è più tempo di parlare di rinnovi, ora il focus del Milan, intesa come società e squadra, è solo ed esclusivamente sul finale di campionato. Troppo importante raggiungere le prime 4 posizioni e la qualificazione alla prossima Champions League, sia economicamente che per l’appeal ed il processo di crescita del club.

Bisognava arrivare a questo limite per prendere questa decisione? Certo è che a posteriori parlare è sempre più facile. Difficile pensare di lasciare da parte delle trattative di questo tipo, di quest’importanza e di quest’urgenza. Sicuramente, però, viste le difficoltà nel trovare un accordo e le possibilità d’incrinare gli equilibri di campo. Quello che ora è certo è che dal 24 maggio in poi inizierà una lunga volata per convincere il numero 99 ed il numero 10.

All’allenatore il campo, al Club i contratti

“È importante ribadire con fermezza che nessuno al di fuori del Milan può decidere chi gioca e chi rinnova. Certe scelte competono all’allenatore per quanto riguarda il campo e al Club per le questioni contrattuali“. Queste frasi suonano come un monito a chi ieri si è presentato a Milanello per dettare legge. Non è nuovo a questi scontri Paolo Maldini, non è il primo e non sarà l’ultimo, ma in questo caso ha fatto la voce grossa ribadendo chi abbia la responsabilità di scegliere.

Il Milan è anche dei tifosi, ma intimare ad un giocatore, qualunque sia la situazione contrattuale, di non scendere in campo non è un comportamento accettabile. Soprattutto se quel qualcuno è il tuo portiere titolare, il vice-capitano e la prossima gara è forse il crocevia della stagione. L’ambiente rossonero deve ritrovare la serenità che lo ha contraddistinto da oramai quasi un anno e per farlo c’è bisogno dell’aiuto dei tifosi. Concentrazione massima per il finale di campionato, ma rispetto dei ruoli e di coloro che scendono in campo e difendono i colori del Diavolo.

Paolo Maldini – Milanpress, robe dell’altro diavolo

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