Sulle nostre pagine spesso abbiamo sottolineato il rischio relativo alla polarizzazione del tifo nell’ambiente Milan. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di contrapposizioni che vengono generate da opinioni interne al tifo rossonero, a volte originate semplicemente dai social, altre volte da addetti ai lavori o ex rossoneri.
Immaginiamo che tutti gli attori appena citati siano mossi dall’amore per i colori e non da interessi personali, e che esprimano le proprie opinioni al fine di migliorare la condizione del club. Tuttavia anche solo creando dibattito, sollevano legittime tensioni all’ambiente. Forse come capita in molti altri ambiti, non tutto andrebbe interpretato come bianco o nero. L’utilizzo della scala dei grigi il più delle volte aiuta la crescita e lo sviluppo delle aziende o anche basicamente dei rapporti tra le persone.
Prendendo un esempio concreto dei temi discussi anche in queste ore, potremmo parlare del tipo di fanbase che si ritiene esser la favorita da questa proprietà, ovvero tifosi “del brand” e magari non propriamente del club.
Di per sé non è sbagliato osservare o criticare un trend intrapreso dalla società. È tuttavia però una necessità di questi tempi quella di guardare anche a mercati più lontani perché possono portare un aumento dei ricavi. Certo questa strategia non può e non deve dimenticarsi dei tifosi più affezionati. Vanno pensati modi per attirare i supporter del brand, dando percezione al tifoso storico di esser trattato in modo speciale.
Perché il calcio è passione. Il calcio è di chi lo vive visceralmente. È aggregazione, amore, fede. Aspetti non banali, non retorici. Ma deve anche saper continuare a mutare ed esser figlio del proprio tempo, perché oggi lo stadio non si vive come nel 1950 ma non per questo è meno bello o coinvolgente.
In questi giorni leggeremo probabilmente di motti rivoluzionari verso l’attuale gestione, anche con più ragioni che torti. Però la forza dell’innovazione sta nel prendere spunti nuovi senza dimenticare i vecchi, senza rinnegarli. Le parole di Boban servono magari per sensibilizzare al cambio del board e creare qualche pressione in questa direzione. Ma la speranza è che non si avvii una “guerra civile”, ma che parta un’evoluzione che possa cogliere il buono che c’è in ogni idea.


