Le pagelle di Milan-Lazio: Musah e Fofana troppi errori, 4,5. Reijnders è l’unica luce, 6,5. E Pavlovic…

Di seguito le nostre pagelle al termine di Milan-Lazio, match valido per la ventiduesima giornata di Serie A, terminato 1-2 a San Siro.

MAIGNAN: 5 – Quanto pesa quel tocco sul piede di Isaksen nel finale. Partita solida fino a quel momento.

JIMENEZ: 5 – L’incubo di questa notte avrà un nome: Nuno Tavares. Soffre tanto, troppo la fisicità del portoghese. Poi cresce anche a livello offensivo, ma in difesa non dà certezze. Si addormenta sul gol di Zaccagni.

GABBIA: 6 – Qualche imperfezione iniziale, con il passare della partita migliora sia nel timing degli interventi che nella precisione di passaggi e lanci.

PAVLOVIC: 4 – Partiamo dal presupposto: il cartellino rosso rappresenta un grande dubbio perché non può trattarsi di grave fallo di gioco e i criteri per il D.O.G.S.O non sono completamente soddisfatti. Il gol dello 0-1 nasce da un suo intervento scomposto che apre spazi alla Lazio. Partitaccia.

THEO HERNANDEZ: 5 – Poteva fare di più sul primo gol quando inizia a rincorrere con prepotenza Marusic con colpevole ritardo. Poteva fare di più in zona offensiva, anche se spesso non viene servito. Poteva fare di più su Isaksen in generale. Poteva fare di più, punto.

MUSAH: 4,5 – Controlli, appoggi, idee: in 37 minuti di gioco sbaglia quasi tutto ciò che può sbagliare. Probabilmente la sua peggiore prestazione al Milan, se la gioca con quella di Zagabria.

FOFANA: 4,5 – La conclusione dalla distanza non è la sua qualità principale e si vede. Ha sulla coscienza il rosso di Pavlovic, perché la transizione biancoceleste nasce da una palla persa sanguinosa nel tentativo di una percussione discutibile.

PULISIC: 5,5 – Gli manca qualcosa, un po’ freschezza e un po’ lucidità. È volenteroso, è propositivo, ma è anche impreciso.

REIJNDERS: 6,5 – Ci sono momenti della partita dove si prende ogni responsabilità, cerca di prendersi sulle spalle la squadra. È l’unica luce costante in una squadra spenta.

LEAO: 5,5 – Lezioso, non è una novità. Impreciso, non è una novità. Con una giocata può decidere come nell’occasione dell’assist per Chukwueze, non è una novità. Non rincorre nel finale nell’occasione del rigore: anche questa non è una novità.

GIMENEZ: 5 – Si sbatte nei duelli, ma spesso e volentieri li perde. Cerca di farsi vedere di più dopo un inizio complicato, ma non riesce ad incidere in area di rigore.

 

JOAO FELIX: 5,5 – Subentra al 37′ per Musah e accende un po’ la luce con la sua verve. Manca sempre qualcosa, sempre.

WALKER: 6 – Strappa la sufficienza di mestiere, ma non è certamente lui il protagonista del secondo tempo.

THIAW: 6 Entra quando la squadra resta in 10 ed è sempre bilanciata. Non fa grandi errori.

CHUKWUEZE: 6 È il gol di testa, ma è anche il cross finale tra le mani di Provedel, così come il bel dribbling su Nuno Tavares e il recupero successivo del portoghese.

JOVIC: 6 L’atteggiamento è dei migliori, basta vedere i recuperi difensivi, uno dei quali straordinario in scivolata.

 

CONCEICAO: 5 – È difficile giudicare in un momento del genere, con un ambiente del genere. Bisogna però parlare di ciò che si vede in campo: il primo tempo è ampiamente insufficiente, per non dire di più. Nel secondo tempo la squadra cresce, ma come spesso accade non riesce a mettere la palla in rete. Imposta una partita pressando in zona alta la Lazio e si consegna alle imbucate, alle transizioni avversarie.

Milan-Lazio: Nuno Tavares, Mario Gila, Alex Jimenez, Samuel Gigot, Nicolò Rovella (Photo Credit: IPA Agency)
Milan-Lazio: Nuno Tavares, Mario Gila, Alex Jimenez, Samuel Gigot, Nicolò Rovella (Photo Credit: IPA Agency)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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