È stato un calciomercato strano, in Europa ma anche in casa Milan. La situazione non ha aiutato e molte squadre hanno dovuto fare i conti con diversi problemi che si sono materializzati anche all’interno delle trattative. Fare di necessità virtù, era questo il mantra da ripetere in tutta la sessione estiva e, nonostante colpi importanti, tutti bene o male lo hanno rispettato.
La storia di Rade Krunic insegna proprio questo. Arrivato un anno fa insieme al compagno Bennacer dall’Empoli retrocesso, ha vissuto una stagione completamente opposta a quella del collega di reparto. Se l’algerino si è preso sin da subito il Milan diventando titolare fisso e protagonista con grandi prestazioni, per il bosniaco non è stato lo stesso. Le sole 15 partite giocate, perlopiù pochissime da titolare, non gli hanno permesso di essere protagonista nella stagione più lunga della storia della Serie A. Anche nel post-lockdown, dove il Milan è riuscito a trovare un’identità e a fare bene, Krunic è sempre stato relegato in panchina pronto a subentrare negli ultimi minuti o per sostituire qualche acciaccato.

Dall’inizio alla fine del calciomercato, poi, è sempre stato in uscita. L’interesse del Torino, del Friburgo e di altre squadre lasciava presagire ad un addio già segnato con il Milan pronto a prendere Bakayoko e completare la batteria dei mediani escludendo a priori Krunic. Questo fino alle difficoltà incontrate con il Chelsea nella trattativa per l’ex rossonero e la priorità centrale di difesa (neanche quella alla fine risolta). Il cambio di rotta di Maldini e co ha fatto il resto. Krunic è rimasto e sarà lui il quarto centrocampista tanto acclamato dalla società e dai tifosi.
Le prime uscite stagionali confermano l’importanza del bosniaco e la fiducia di Pioli per il suo giocatore. Quest’anno, con un’Europa League da giocare, il turnover sarà maggiore e lo spazio ci sarà per tutti. Krunic ha già cominciato. Dopo la mezz’ora nel derby, in cui poteva anche segnare, si è capito che è uno dei primi cambi di Stefano Pioli. Ieri sera, all’esordio in Europa League e da titolare, ci ha impiegato 14 minuti per segnare il suo primo gol con la maglia del Milan. Un colpo di testa su un inserimento che tanto ha ricordato un altro gregario che si è reso protagonista nel Milan: Antonio Nocerino. Memorabile la sua stagione 2011-2012 con 50 presenze totali e 11 gol tra campionato e Champions ed un Ibrahimovic protagonista della sua ascesa. Difficile che Krunic possa fare la stessa cosa ma i presupposti potrebbero esserci: che il gol di ieri non sia il preludio di una nuova, splendida, storia rossonera?

