Sembrava qualcosa destinato a non arrivare mai. Un 2020 più nero del solito, sotto tutti i punti di vista, che finalmente sta tornando a vedere la luce, e lo farà anche nel mondo del calcio, il nostro, quello che riguarda la penisola italica. Dopo più di tre mesi si torna a giocare e questa sera Juventus e Milan sul palcoscenico dell’Allianz Stadium riaccenderanno i riflettori e si giocheranno subito un posto fondamentale per la finale di Coppa Italia. Il risultato di 1-1 dell’andata del lontano 13 febbraio, probabilmente favorisce i bianconeri per il passaggio del turno non solo per la forza oramai conosciuta degli uomini di Sarri, specie messi a confronto con quelli di Pioli, ma anche poiché i rossoneri dovranno necessariamente fare gol. Il gol, appunto, sarà senza dubbio la cosa più importante. Ma come il Milan può mettere davvero in difficoltà la Juve?
INEDITO
Negli ultimi giorni, l’avvicinamento a questa gara così attesa ha portato a diverse opinioni e novità soprattutto per quello che concerne la possibilità concreta che Stefano Pioli scelga un modulo diverso, innovativo, soprattutto a causa delle numerose assenze tra infortuni e squalificati. Il primo lato della medaglia vede l’assenza di tre pesanti pedine per lo scacchiere del tecnico romagnolo, che nelle ultime lontane uscite rossonere, hanno sicuramente fatto la differenza e dimostrato di avere un posto più che fondamentale in rosa: Castillejo e Theo Hernandez squalificati, Ibrahimovic squalificato ed al momento anche infortunato.
Il lato opposto di questa medaglia, può però trasformarsi in qualcosa che favorisce i rossoneri proprio perché queste assenze importanti, porteranno ad una variazione di modulo e gioco-forza, la presenza inedita anche degli uomini schierati in campo. Questa particolare situazione, positiva sicuramente a metà, può anche impedire al tecnico bianconero di studiare l’approccio degli avversari, proprio perché quello di stasera sarà un Milan – quasi – totalmente nuovo.
AGGRESSIVI A METÀ CAMPO
Uno dei pochi punti deboli esposti dalla Juventus durante questa stagione è stato sicuramente la mancanza di una nettà personalità a centrocampo. Molte palle perse in fase di impostazione e difficoltà quando aggredito. Con ogni probabilià, tra le situazioni su cui il Milan dovrà e potrà spingere sarà proprio quella, sfruttando la foga agonistica e la voglia di recuperare palloni di Bennacer, coaudivato da Kessiè, che può sicuramente mettere in difficoltà gli insicuri Bentancur e Matuidi.
Altra fase fondamentale, che può spostare gli equilibri di una partita del genere, è caratterizzata dal dover, necessariamente, sfruttare ogni occasione e colpire in contropiede. L’assenza di Theo e Castillejo toglie sicurezze e velocità nella corsa, ma uomini come Rebic, Paquetá e Bonaventura possono sfruttare le occasioni e le eventuali disattenzioni della retroguardia avversaria, perché gli errori bianconeri ci saranno: non si scende in campo da tanto, troppo tempo, e sarà quasi impossibile giocare una gara perfetta.
MODULO
Ultimo elemento importante e da non sottovalutare è la possibilità di schierarsi in maniera differente, cambiare modulo in base alle circostanze in cui il Milan stesso si troverà. Si parte probabilmente, e per non snaturare ciò su cui si è lavorato da Gennaio ad inizio Marzo, dal 4-2-3-1 che vedrà Bonaventura, Calhanoglu e Paquetà alle spalle di Rebic. Ma questa situazione non toglie la possibilità di variare camaleonticamente e trasformare l’assetto passando al 4-3-2-1 per una maggiore copertura, in cui probabilmente toccherebbe a Jack scalare a centrocampo e affiancarsi a Kessié e Bennacer.
Si ripartirà dal risultato di 1-1, ma sarà come un rientro in campo tanto inedito quanto imprevdeibile: gli stessi elementi che cerca il Milan per sfatare il tabù e vincere per la prima volta allo Stadium.

