Dopo il rocambolesco pareggio di ieri sera a San Siro contro il Genoa di De Rossi, il Milan ha mancato l’occasione di allungare sul Napoli, lasciando intravedere ai cugini nerazzurri un piccolo spiraglio per una possibile prima fuga in classifica.
Al momento sono ancora molte le situazioni da definire e tra queste è emblematica quella legata ad Ardon Jashari. Lo svizzero, arrivato dopo una lunga telenovela estiva dal Club Brugge e pagato una cifra attorno ai 38–39 milioni di euro (bonus compresi), non ha ancora trovato spazio nel nuovo Milan di Massimiliano Allegri. Dopo l’esordio nella prima gara casalinga contro la Cremonese, il lungo stop dovuto alla frattura del perone lo ha costretto ai box per oltre due mesi, tornando disponibile solo ai primi di novembre, quando è stato nuovamente convocato per la sfida di San Siro contro la Roma.
Da quel momento, però, in campionato è rimasto in panchina per sei partite consecutive senza mai entrare in campo, entrando soltanto per una ventina di minuti nel finale contro il Verona. Le sue uniche presenze da titolare finora sono arrivate in Coppa Italia contro la Lazio e nella Supercoppa Italiana a Riad contro il Napoli. Nonostante le due sconfitte del Milan, in entrambe le occasioni si è comunque intravisto un calciatore volenteroso, dotato di buona tecnica e capace di inventare gioco, seppur in un ruolo attualmente occupato da Luka Modrić.
La presenza del croato è sicuramente un fattore determinante per il ridotto minutaggio di Jashari: sostituire a gara in corso un giocatore del calibro dell’ex Real Madrid non è affatto semplice. Tuttavia, è lecito pensare che vi siano anche altre motivazioni dietro le scelte di Allegri.
Si tratta solo di una questione tecnico-tattica? I dubbi restano, soprattutto considerando che il ruolo che a inizio stagione sembrava destinato allo svizzero — quello di mezzala o terzo di centrocampo — è oggi occupato da profili con caratteristiche diverse, come Fofana, Ricci e, in alcune occasioni, Loftus-Cheek. Il repentino cambio di modulo deciso dal mister, che secondo quanto riferito da Tare avrebbe colto di sorpresa anche la dirigenza, potrebbe rappresentare una delle chiavi di lettura della situazione: l’ex allenatore bianconero, infatti, potrebbe non ritenere lo svizzero pienamente adatto a garantire l’equilibrio della mediana rossonera nel nuovo assetto tattico.
La domanda che sorge spontanea, allora, è la seguente: Allegri ha realmente chiesto alla società un calciatore con le caratteristiche di Jashari? Se così non fosse, la questione assumerebbe contorni ben più ampi, aprendo un ulteriore dibattito sulla reale influenza dell’allenatore nelle scelte di mercato e sul rapporto tra dirigenza e area tecnica.
Per questa ragione, le prossime gare saranno decisive per le sorti di Ardon e di quella che è la reale considerazione del mister nei suoi confronti.


