Il Leao allegriano, così uguale così diverso. A che punto è la trasformazione da ala a punta?

È una versione che molti devono ancora scoprire, qualcuno perfino capire. Tanti gli aspetti che Leao ha modificato rispetto alle scorse stagioni, alcune consapevolmente altre forse addirittura inconsciamente.

Ha saltato un terzo delle gare di campionato per problemi muscolari e nelle ultime due giornate è palesemente a mezzo servizio perché ancora in fase di recupero di condizione, Gazzetta ha parlato di gestione di scatti e cambi di direzione per evitare la temibile pubalgia.

Eppure il tassametro dice 7 gol in Serie A in 12 presenze, più uno nell’unica gara disputata in Coppa Italia. Numeri anomali, perché sono accoppiati solo ad un assist in campionato. Chiaramente statistiche diverse dalle scorse annata, dove spesso le assistenze era quasi preponderanti.

Lo si vede meno nella partita. Da esterno imprendibile sta diventando realizzatore. Non è sollecitato come in precedenza, dove spesso e volentieri veniva cercato dai compagni. La squadra era condizionata dalla sua presenza, il gioco dipendeva da lui, oggi nonostante pesino i suoi gol, la manovra è meno influenzata dal portoghese.

Inoltre sta diventando leader vero. È un giocatore consapevole, con più corazza. Lo stadio pretende comunque di più, le critiche ci sono sempre, intestine e non, ma questo ci stare. Le aspettative su Rafa erano e restano altissime.

Un dettaglio, che qualcuno ha sottostimato è il gesto dopo il gol. Tanti si aspettavano prendesse la palla per far ripartire la gara, ma ha preferito correre ad abbracciare Fofana, ancora affranto in panchina per lo scivolone del primo tempo.

Un atteggiamento da capitano. L’eterno giovane Leao si sta facendo uomo?

Milan-Lazio: l'esultanza di Rafael Leao dopo il gol (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan-Lazio: l’esultanza di Rafael Leao dopo il gol (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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