Domani, mercoledì 5 agosto, Milan e Inter si sfideranno, non a San Siro, ma all’Optus Stadium di Perth, dall’altra parte del mondo, per il primo derby della stagione 2026/27.
Fischio d’inizio alle 19 locali, le 13 in Italia, in un impianto che sfiora i 65mila posti e che per una sera si trasformerà nell’avamposto oceanico del calcio milanese. Definirla “semplice amichevole” sarebbe riduttivo: quando si affrontano le due squadre di Milano, anche in piena estate e a ventimila chilometri da casa, la parola perde parte del suo significato originario, e lo si intuisce già dal peso mediatico ed economico che l’evento si porta dietro.
Le due squadre arrivano all’appuntamento con storie di preparazione molto diverse. Il Milan di Ruben Amorim è ancora un cantiere aperto: il tecnico portoghese, al suo primo vero banco di prova internazionale dopo il 2-2 di Glasgow contro il Celtic, sta cercando di trasferire alla rosa rossonera i principi tattici che porta in dote, a partire da quel 3-4-2-1 diventato negli ultimi giorni il sistema di riferimento della squadra. È un Milan rinnovato quasi ovunque, dalla panchina al mercato, con gli innesti freschi di Ramos e Gila, ma con pochi movimenti a centrocampo che, al momento, si presenterà con gli stessi elementi dell’anno scorso.
L’Inter di Cristian Chivu, campione d’Italia in carica, viaggia invece su un binario diverso: meno rivoluzione, più consolidamento di certezze già collaudate, con il 3-5-2 che ha portato lo scudetto a rimanere il punto fermo attorno a cui ruota la squadra, orfana per questa tournée di una pedina come Dumfries, fresco di approdo al Real Madrid.
Sul piano delle scelte iniziali, filtrano indicazioni abbastanza precise da entrambi i ritiri. Amorim dovrebbe puntare su un pacchetto arretrato composto da Tomori, Gabbia e Pavlovic davanti a Torriani, con Bartesaghi e uno tra Chukwueze, Athekame e Saelemaekers sulle corsie a garantire ampiezza e velocità; in mediana i favoriti sembrano Ricci, Fofana e Jashari, con Comotto pronto a entrare a gara in corso, mentre sulla trequarti Loftus-Cheek e Nkunku dovrebbero agire alle spalle di un centravanti che con ogni probabilità sarà Camarda, con Leão, Ramos e Kostic destinati a un ingresso a partita in corso vista la settimana di lavoro ancora limitata.
Sul fronte nerazzurro, Chivu dovrebbe confermare l’ossatura che meglio conosce: Martinez tra i pali, il terzetto difensivo con Bisseck, Carlos Augusto ai lati di Stones, Barella, Zielinski e Stankovic a dettare i tempi in mezzo insieme a Dimarco e Diouf sugli esterni, e davanti la coppia d’attacco affidata ai giovani Pio Esposito e Iddrissou.
È proprio questo l’aspetto che più caratterizzerà la sfida: più che il risultato, conteranno le indicazioni che i due allenatori riusciranno a trarne. Per Amorim si tratta della prima vera cartina di tornasole contro un avversario di livello assoluto, un test utile per capire quanto la squadra abbia già digerito la sua idea di calcio a pochi giorni dagli impegni contro Chelsea e Manchester United che completeranno la tournée rossonera. Per Chivu, reduce dai test contro Karlsruher e Manchester City, è invece l’occasione per continuare ad affinare automatismi con un gruppo che ha già dimostrato di saper vincere, prima di un doppio confronto italiano che lo vedrà affrontare anche la Juventus.
Rotazioni ampie, cambi generosi e un occhio sempre rivolto alla condizione fisica saranno probabilmente le costanti della serata: eppure, sotto la superficie del test estivo, resta la sensazione che nessuno dei due allenatori vorrà davvero perdere un derby, nemmeno quando si gioca a Perth.


