Il gioco dell’oca di Milan e Inter sul nuovo stadio: il punto dei quotidiani sul nuovo San Siro e non solo

La giornata del gioco dell’oca. Andare avanti per poi tornare indietro: Milan e Inter sembrano aver optato per questa mossa sulla questione San Siro, strettamente legata al nuovo stadio. Ieri a Palazzo Marino si è tenuto l’incontro tanto atteso con il sindaco Sala per comunicare la posizione dei due club sull’ipotesi restyling attraverso le idee di WeBuild.

È arrivato il rifiuto da parte delle società, rappresentate da Giorgio Furlani e Alessandro Antonello, ma anche dalle proprietà con David Castelblanco per RedBird e Katherine Ralph e Carlo Ligori per Oaktree. La ristrutturazione non è considerata a costi accessibili (circa 350 milioni di euro) e per questo è stata scartata. Non è stata scartata però l’ipotesi nuovo stadio nell’area San Siro sul progetto nato nel 2019 e mai sviluppatosi.

La volontà delle due squadre, sottolinea oggi la Repubblica, è quella di acquistare la Scala del Calcio e le aree intorno (98mila metri quadrati), così da poter costruire uno stadio moderno accanto a quello già esistente che verrebbe utilizzato per altro. Quale funzione avrà poi San Siro lo dovrà definire la Sovrintendenza (funzioni sportive, con servizi commerciali e museali?).

Le tre richieste di Milan e Inter riguardano il prezzo del Meazza, stabilito dall’Agenzia delle Entrate (la stima arriverà a febbraio, ma un’idea potrebbe arrivare entro la fine dell’anno), conoscere i tempi per avere la proprietà e capire che cosa possa comportare il vincolo. Quella del Comune è una sola, come specifica il Corriere della Sera odierno: giocare su un solo tavolo, quello del Meazza, abbandonando le piste di San Donato e Rozzano. I vertici rossoneri, evidenzia la Repubblica, insistono nel dire però che l’impianto a San Donato resta per ora il Piano A. “Il gioco dell’oca“, com’è stato definito da Barbara Berlusconi, è ricominciato.

San Siro - MilanPress, robe dell'altro diavolo
San Siro – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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