HomeDerbyDerby di Champions 2005: Stam e Shevechenko decidono la partita di andata

Derby di Champions 2005: Stam e Shevechenko decidono la partita di andata

A soli due anni di distanza, l’urna della Champions League mette nuovamente di fronte Milan-Inter, questa volta nei quarti di finale. Inutile dire tra i tifosi delle due squadre vi è un misto di incredulità e di naturalmente emozione. Nei bar dello sport si arriva addirittura a parlare di sorteggio pilotato.

In generale è certo che le due squadre non sono contente di incontrarsi a questo punto del torneo. Troppo presto. Ma tant’è. In compenso sono inserite nella parte alta del tabellone, così chi passerà il turno incontrerà la vincitrice della sfida tra Lione e Psv Eindhoven, due squadre alla portata di entrambe le milanesi. Di fatto una autostrada verso il casello di Istanbul.

Il contesto

Dopo aver vinto il proprio girone, il Milan elimina negli ottavi di finale il Manchester United, grazie a due reti, una in casa e l’altra in trasferta di Hernan Crespo, che rispetto a due anni prima veste la maglia del Milan e non più dell’Inter. È arrivato in rossonero in prestito dal Chelsea, a cui è stato ceduto dai nerazzurri. Anche l’Inter conclude al comando il proprio girone, poi negli ottavi elimina il Porto.

In campionato invece la lotta è tra il Milan e la Juventus fino alla terz’ultima giornata, allorché nello scontro diretto di San Siro una rete di Trezeguet consegna il titolo tricolore ai bianconeri. Quando scoppierà Calciopoli, lo scudetto verrà revocato e non sarà assegnato, l’unico della storia della serie A senza un vincitore.

L’Inter sulla cui panchina siede ora Roberto Mancini, esce presto dalla lotta per il campionato a causa dei numerosissimi pareggi, Saranno ben 18 a fine stagione, che nell’era dei tre punti a vittoria penalizzano moltissimo la classifica. Alla fine sarà terza ma molto staccata, nonostante le sole 2 sconfitte al passivo, una delle quali nel derby di ritorno, per una rete a firma Kakà.

Rispetto al 2003

Entrambe le squadre appaiono rinforzate, il Milan però è cresciuto maggiormente. Mentre in casa nerazzurra continua il digiuno in campionato, la squadra di Ancelotti è Campione d’Italia in carica. Nel frattempo sono arrivati Kakà, Crespo, Stam e Cafù. Il salto di qualità è incredibile, nell’undici di partenza ci sono, per ogni ruolo, probabilmente i migliori giocatori in circolazione in senso assoluto. Nonostante a fine stagione, purtroppo, in mano non resteranno che un pugno di mosche, quel Milan è ricordato come uno dei più forti e spettacolari della storia, forse anche più di quello degli olandesi.

L’Inter è rivoluzionata: partiti Crespo, Recoba, Cannavaro, Di Biagio, Coco, Emre e Guglieminpietro, arrivano Materazzi, Kily Gonzales Van Der Meyde, Cambiaso, Burdisso, Favalli, Sinisa Mihailovic, Stankovic, Veron, Julio Cruz e Adriano. Non tutti però daranno l’apporto che i tifosi si attendono.

La partita di andata

Di quelli fino ad ora giocati, quella di andata del 2005 è stata la stracittadina d’Europa più bella. Combattuta così come le precedenti, ma con diverse occasioni da gol. La prima mezz’ora è tutta di marca interista. Dida, che in quel momento della sua carriera è un portiere pressoché insuperabile, si produce in tre interventi mostruosi rispettivamente su Mihajlovic, Veron e Cruz.

Ma è di nuovo il recupero del primo tempo a segnare la svolta della partita e della qualificazione: su punizione dalla trequarti, battuta da Pirlo, la palla spiove in area e il portiere dell’inter, Toldo, è battuto da una craniata inesorabile di Jap Stam.

Si va al riposo, ma l’Inter, a livello morale, è mortalmente trafitta. In quegli anni il complesso di inferiorità nei confronti dei cugini rossoneri è evidente, infatti nel secondo tempo la partita resta equilibrata ma la squadra di Mancini è spaventata dalle ripartenze del Milan, rendendosi meno pericolosa. Solo tanti, forse troppi, tiri dalla distanza.

All’ottavo della ripresa Shevchenko non arriva di un soffio, in scivolata, alla deviazione sotto porta su cross di kakà. Vieri viene liberato in area in completa solitudine ma Dida esce lo anticipa. Alla mezz’ora del secondo tempo, si replica: ancora una punizione battuta ottimamente da Pirlo, questa volta la testa e il gol sono di Shevchenko. È il 2-0.

Prima del fischio finale, Toldo con un grande intervento nega la gioia della doppietta all’ucraino deviando in angolo un tiro diretto all’incrocio. La partita termina, il Milan vince, la qualificazione alla semifinale è un passo. Purtroppo la partita di ritorno verrà ricordata, come vedremo in seguito, non per quanto accade in campo, o comunque non solo.

 

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