Si dorme o no la notte prima del derby della Madonnina? Ad ascoltare Massimiliano Allegri, è una notte come le altre. Ad ascoltare i giocatori, è una notte prima dell’esame. Dove sta la verità? Tutta una questione di approccio e gestione, tutta una questione di… ruoli.
Le interviste “incendiarie” dei giocatori
La settimana di avvicinamento alla stracittadina milanese è stata caratterizzata da tante (forse troppe?) interviste da parte dei calciatori rossoneri. Samuele Ricci, Strahinja Pavlovic, Adrien Rabiot, Niclas Fullkrug, Fikayo Tomori, Alexis Saelemaekers: sono loro, in accordo con il club, ad aver parlato ai media negli ultimi giorni. E prima ancora, circa due settimane fa, era stato Rafael Leao a parlare di derby.
Tutti quanti hanno evidenziato l’importanza della gara, nonché la grande attesa e la grande pressione che porta con sé una sfida contro i cugini. Il rischio? Arrivare troppo carichi il giorno della partita, sentirla troppo e peccare di lucidità. È giusto che il gruppo viva visceralmente una rivalità come quella contro l’Inter, ma serve anche chi getta acqua sul fuoco.
La conferenza da pompiere di Allegri
L’intervento odierno alla vigilia del match di Massimiliano Allegri è stato in tal senso una masterclass di come normalizzare e stemperare la tensione. La sua conferenza stampa ha infatti fornito pochi spunti di riflessione e ha sfatato alcuni miti creati come le parole di Leao sulle uscite nella settimana pre derby: «Leao è rimasto a casa? Se l’ha fatto ha sbagliato: doveva uscire. Non è che se c’è il derby non deve uscire. Derby da vita o morte? Parlava calcisticamente. Diamo troppo peso alle parole, che vengono interpretate». Non un botta e risposta con il portoghese, bensì un tentativo di rendere comune una sfida che di comune, per antonomasia, ha ben poco.
E ancora: «Domani sera l’unica cosa da fare è giocarla, viverla e poi vediamo come finirà. Post-partita poi vedremo se siamo riamasti a -10, andati a -7 o andati a -13». Il pompiere Max si è ancelottizzato, non per sminuire un appuntamento che per natura fa sempre notizia, bensì per ristabilire un equilibrio che va cercando (e trovando) da inizio stagione. Tutto fino al calcio d’inizio, quando tra un “calma” e l’altro inizierà a sbottonarsi la giacca e anche lui, volente o nolente, entrerà nel clima derby. Per il momento, però, è una partita come le altre.


