La centrocampista di Milan Femminile Monica Renzotti, ha rilasciato una lunga intervista pubblicata sui canali ufficiali di FIGC Femminile. Dallo scudetto con la Primavera al primo gol in A. Le sue parole:
Il primo gol in Serie A: “Sono molto felice di farlo, ho aspettato tanto questa rete. Sinceramente un po’ mi mancava, anche se in questa stagione credevo che non avrei neanche giocato. Mi aspettavo un anno in panchina e invece l’allenatrice mi ha dato sempre più fiducia e alla fine credo di essermelo meritato”.
Il rapporto con Bakker: “Della nostra allenatrice si dice che sia molto brava con le giovani e ho capito da subito perché ci fa sentire tutte importanti, non ci mette mai ansia o pressione, ci fa vedere video, è sempre comprensiva. All’inizio abbiamo fatto fatica, eravamo un gruppo nuovo, ma con il passare del tempo abbiamo assimilato la sua filosofia di gioco e oggi stiamo vivendo un periodo più che positivo”.
Una rapida ascesa: “Ho iniziato da piccolissima nel Castrezzato, la squadra dove giocava mio cugino che andavo sempre a vedere. Quando ho chiesto di provare mi hanno messo in porta, forse perché ero una femmina (ride, ndr) poi per fortuna è arrivato un bambino più bravo di me e ho iniziato a giocare fuori. Da lì mi ha notata il Brescia e dopo un torneo è arrivata la chiamata del Milan. Un sogno davvero. Sono molto legata alla mia famiglia, i miei genitori mi hanno sempre appoggiata. Papà fin da subito, mamma all’inizio era scettica, oggi invece mi seguono entrambi ad ogni partita, in casa e spesso anche in trasferta. Ho tatuato due rondini dedicate ai miei nonni che non ci sono più”.
La convivenza con Giorgia Arrigoni, Nadine Sorelli e Paola Zanini: “Siamo molto unite, discutiamo solo sui film da vedere perché loro amano quelli sdolcinati e romantici e io li odio. Propongo gli horror ma vengono quasi sempre bocciati. Mi piace leggere libri di psicologia e motivazionali, non voglio smettere di migliorarmi in campo ma anche fuori”.
I modelli di riferimento: “Fra le mie compagne cerco di rubare tutto quello che posso da Chanté Dompig e ammiro tanto Laura Giuliani per il carisma che ha e riesce a trasmetterci. Se devo pensare alle avversarie che ho incontrato stimo molto Elena Linari anche se fa un ruolo diverso da mio, ma apprezzo tanto la sua leadership”.
La sfida alla Juventus: “Sappiamo che per loro è una partita importante ma noi stiamo bene e scendiamo in campo per vincere ogni partita. Siamo un bellissimo gruppo non solo sul campo, cerchiamo di organizzare cene tutte insieme almeno una volta al mese. All’inizio è stato complicato, abbiamo età diverse, ci sono tante straniere, ma con il tempo siamo riuscite a trovare il modo giusto per integrarci, mi sento veramente migliorata anche come persona. Abbiamo iniziato un percorso che finalmente sta portando i suoi frutti, nei prossimi anni andrà sempre meglio”.


