Se Atene piange, Sparta non ride: Milan, le fasce sono un problema

Due premesse, che poi svilupperemo più avanti. La prima: Alexis Saelemaekers, dopo i due anni in prestito a Bologna e Roma, è tornato molto bene al Milan e merita di essere un titolare di questa squadra. La seconda: sostituire Theo Hernandez – uno dei tre migliori terzini sinistri del mondo, pur con tutti i suoi limiti – è complicatissimo per non dire impossibile. Fatte queste doverose premesse, dopo undici giornate di campionato si può dire che le fasce del Milan 2025/2026 sono un problema serio. Partiamo da quella destra: come dicevamo, Saelemaekers è un giocatore decisamente diverso, in meglio, rispetto a quello che due anni fa aveva lasciato i rossoneri alla ricerca di maggiore minutaggio, trovandolo prima alla corte di Vincenzo Italiano e poi a quella di Claudio Ranieri.

Il belga è con merito un titolare inamovibile del Milan, anche grazie al fatto che gioca finalmente nel ruolo a lui più congeniale, quello di quinto di centrocampo: è molto migliorato e fa cose importanti, eppure dà ancora l’impressione di essere incompleto. E lo diciamo dopo una partita in cui ha segnato (con importanti responsabilità del portiere) e si è procurato un rigore. Ma alcune scelte lasciano perplessi: prima un colpo di tacco lezioso ed inutile a due passi dalla porta, e poi soprattutto l’enorme occasione divorata a tu per tu con Suzuki. Situazioni che fanno il paio con quella che gli capitò sul piede all’ultimo minuto di Milan-Pisa, quando, dopo una bella serpentina, tentò il tiro anzichè appoggiare ad un compagno solo davanti la porta.

Milan: se Sparta piange, Atene non ride

Peccato, perchè il Milan avrebbe avuto quattro punti in più, ma Alexis deve diventare più lucido e concreto, diremmo anche più “calcisticamente intelligente”, soprattutto su palloni vitali. Magari questi errori sono frutto anche della stanchezza, dovuta al fatto che gioca praticamente sempre anche perchè, altro enorme problema, il suo sostituto non è assolutamente all’altezza. Athekame non è un quinto di centrocampo, ma un terzino, il cui contributo alla manovra offensiva non può che essere limitato. Siamo certi che, per 10 milioni di euro più il 10% sulla futura rivendita si poteva trovare di meglio.

Ma le note più dolenti in quanto agli esterni arrivano forse da sinistra, quella fascia di cui il Milan non ha ancora trovato un padrone. L’addio di Theo Hernandez è stato (non) superato dall’arrivo di Pervis Estupinan e dalla promozione in pianta stabile in prima squadra di Davide Bartesaghi. E il grande paradosso, a parere di chi scrive, è che il giovane italiano – che la scorsa stagione non ha certamente brillato in Serie C con Milan Futuro – dia ad oggi più garanzie del sudamericano arrivato dalla Premier League. Probabilmente ieri è stata sbagliata proprio la scelta di principio: Estupinan, che comunque prima dell’infortunio era in crescita, non giocava da oltre un mese e forse necessitava di un inserimento più graduale, magari nell’ultimo quarto di gara. A fine partita, Allegri ha anche espresso una certa delusione: “Estupinan era in buona condizione, ma pensavo potesse darci più a livello di esperienza e di mischie“. Vedremo quali saranno le scelte del mister nelle prossime partite, ma al momento le alternative sugli esterni sono insufficienti quantitativamente e qualitativamente: il mercato di gennaio verrà in soccorso?

Twitter: @Juan__DAv

Milan-Pisa: Alexis Saelemaekers (Photo Credit: Gianluca Ricci / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan-Pisa: Alexis Saelemaekers (Photo Credit: Gianluca Ricci / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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