giovedì, Maggio 26, 2022

Dieci anni dopo la diaspora, il Milan rinasce definitivamente

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In quella stagione maturò pian piano la consapevolezza che niente sarebbe più stato come prima. Tanti giocatori importanti e importantissimi con contratti in scadenza, la società pronta per necessità a cedere pezzi pregiati, ed ecco che il 13 maggio del 2012 diventò così il momento nel quale il Milan dovette salutare la sua storia.

Fu l’ultima dei senatori e l’ultima anche di Ibrahimovic e Thiago Silva (infortunato quel pomeriggio, pertanto non in campo). La Curva omaggiò più di tutti Nesta, Gattuso e Inzaghi, un po’ perchè i più legati alla tifoseria, un po’ perchè non vi era certezza sul destino di alcuni altri pezzi da 90 di quella rosa.

Milan, la diaspora odierna

Oggi, due lustri dopo, siamo di fronte ad un Diavolo nuovamente e finalmente competitivo, ma che farà i conti ancora con altri addii quest’estate, sicuri o quasi; Romagnoli, Kessie e di nuovo Ibra per raggiunto limite d’età.

Romagnoli che pur non essendo mai stato propriamente idolo rossonero, firmò a suo tempo un rinnovo in un momento delicato della storia del Milan, dando a quel progetto una parvenza di importanza.

Kessie era invece in effetti un punto di riferimento per i tifosi, ma ora riceve fischi da una parte di San Siro per la sua scelta di andar via a parametro 0. Poi c’è Zlatan, che 10 anni dopo avrà la possibilità di diventare un autentico mito.

Dopo la diaspora del 2012, la ‘banter era’ che abbiamo vissuto, torniamo a giocarci qualcosa di importante. Esattamente un decennio dopo quel Milan-Novara.

Milan: la dedica della Curva Sud per l'addio dei senatori il 13 maggio 2012 - MilanPress, robe dell'altro diavolo

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