Il Milan due anni dopo ha replicato quanto visto con la cessione di Sandro Tonali e l’acquisto di Yunus Musah, Ruben Loftus-Cheek e Tijjani Reijnders: dentro 3, fuori 1.
Il Diavolo, che aveva bisogno di innesti importanti a centrocampo, ha deciso infatti di accettare la difficile cessione di Tijjani Reijnders, che ha aperto fin da subito al Manchester City, per 57 milioni + 15 di bonus per reinvestire in entrata. Un male necessario nella situazione attuale del calcio italiano, in cui per provare a rinforzare un reparto serve quasi sempre vendere.
Grazie all’addio dell’olandese la dirigenza ha potuto inserire con la stessa cifra tre elementi ed equilibrare il centrocampo a disposizione di Max Allegri: Luka Modric preso a parametro zero, Samuele Ricci a 23 milioni più bonus e Ardon Jashari a 34 milioni più bonus.
Totale? Manco a dirlo 57 milioni più bonus. Una mossa fatta con la calcolatrice e l’intento, come successo e a targhe alterne riuscito nell’estate 2023 (Reijnders grande presa, RLC tanti alti e bassi e Musah mai esploso). Certo, bisogna bilanciare anche l’ingresso di nuovi stipendi, comunque non troppo elevati, ma nel puro calcolo matematico ne sono entrati 57 e ne sono usciti 57.
Il reparto a disposizione di Allegri ora conta più varietà rispetto a qualche settimana fa e gli garantisce la possibilità di avere cambi di livello e di poter cambiare il piano partita per partita. Con i nuovi arrivati aggiunti a Ruben Loftus-Cheek, Youssouf Fofana e Yunus Musah, che potrebbe comunque partire e verrebbe poi sostituito, il tecnico toscano avrà tante carte da giocarsi in una stagione in cui, senza Europa, l’imperativo è (almeno) tornare tra le prime 4.
Come successo dopo lo switch di due anni fa sarà poi il campo a parlare e dire se la scelta del Milan sia stata quella giusta o meno, quello che sembra certo oltre al modus operandi è, purtroppo, che se si vuole investire, soprattutto senza Champions League, è necessario vendere.


