Non saranno stati i test più complicati, ma ciò non significa che i segnali da Koni De Winter contro Hellas Verona e Cagliari non vadano colti. Il belga è stato uno dei migliori in campo in Sardegna, replicando la prestazione fornita a San Siro contro i gialloblù. Dopo la bruttissima prestazione in Supercoppa Italiana contro Hojlund e il Napoli, non era scontato.
La consapevolezza come peculiarità
Il primo a non essere soddisfatto della sua prima parte di stagione era proprio il numero 5 rossonero. “Critiche? È normale che quando le cose non vanno come vuoi non stai bene. Questo è il calcio e questa è la vita – ha detto venerdì sera in conferenza stampa –, si va avanti e cerchiamo di fare meglio“.
La personalità non gli manca, così come la sicurezza in sé stesso. Lo si vede fuori dal campo quando parla davanti ai microfoni, inizia a vedersi anche in campo. Dominante nei duelli (vinti 5/6), nei recuperi (8) e preciso in fase di costruzione (76/77 passaggi riusciti).
De Winter allunga le rotazioni
La crescita dell’ex Genoa permette ad Allegri di affidarsi con certezza ad un elemento in difesa, allungando così le rotazioni in un reparto che vede in Tomori, Gabbia e Pavlovic i titolari indiscussi.
Finora ha raccolto 13 presenze, 7 delle quali da titolari: un bottino niente male visto che si tratta della prima stagione in rossonero. Lui e Davide Bartesaghi sembrano gli indiziati numeri uno per rappresentare le alternative ai titolari, mentre David Odogu parte un po’ più indietro. A meno di aiuti dal mercato, sarà compito loro assicurare ricambio pronto.



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