La Serie A ha offerto soltanto i suoi primi 180 minuti, ma complice la pausa nazionali e i tanti allenatori nuovi sulle diverse panchine, si cerca immediatamente di scandagliare le prime novità tecnico-tattiche che potrebbero caratterizzare la stagione.
In forte controtendenza rispetto allo scorso anno, per quanto riguarda il Milan, è apparsa la statica degli expected goal (xG) concessi, circa 0.5 in 2 partite. Incide la tipologia di avversarie certamente, ma i rossoneri sono nettamente la difesa che ha rischiato meno di tutte.
Nonostante questo dato, sappiamo bene che nell’esordio contro la Cremonese sono arrivate due reti subite, che hanno pesantemente condizionato l’andamento della gara e hanno deciso soprattutto il risultato contro i grigiorossi. Questo aspetto, sebbene in un campione di gare molto limitato, lascia intravedere la differenza d’impostazione tattica più guardinga della squadra rispetto al passato, ma al contempo conferma le distrazioni dei singoli che facilitano il lavoro delle punte avversarie.
Un baricentro più basso, un difensore centrale in più e una propensione meno esasperata al pressing alto, sono alcune delle differenze che Allegri ha portato nei suoi concetti. Compattare le linee è una specialità di Max che notoriamente ragiona sistemando innanzitutto la fase difensiva.
D’istinto, molti addetti ai lavori e tifosi, una volta di più rimpiangono la scelta della società di non aver investito forte sul centrale difensivo. Lo slot è stato occupato dal giovanissimo Odogu, al quale non si potrà chiedere di stravolgere il rendimento del reparto.
Viene naturale dunque pensare che o in questi 4 mesi le prestazioni dei 5 centrali salirà qualitativamente, o nella finestra invernale si sarà costretti a spendere per un giocatore che potrà fare la differenza. Peccato però dover attendere ancora per un acquisto che avrebbe spostato equilibri e che invece verrà di nuovo ritardato dalla strategia del club.


