sabato, Maggio 21, 2022

AC Milan is back: ora serve ritrovare la credibilità europea

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Milan – Atletico Madrid, non è stato solo il ritorno del più grande palcoscenico europeo, a San Siro, ma è stata anche la prova di quanto sia forte la squadra. Quanto ampia sia stata (con addirittura ampi margini di miglioramento) la crescita dei singoli, dalla batteria dei trequartisti, fino a Tonali e Bennacer, con l’algerino ieri migliore in campo. È vero che, con i se, non si va da nessuna parte, ma senza l’espulsione di Kessie, la gara avrebbe avuto un epilogo migliore. Sin dai primi minuti, la squadra di Pioli ha messo in campo una aggressività disarmante per gli avversari, con Brahim Diaz in grande spolvero, sia in fase di pressing, che una volta recuperata palla. La sua eleganza, sempre con il pallone attaccato al piede, ha fatto impazzire i tifosi rossoneri presenti al Meazza. Inoltre, la continuità di Leao, fa davvero ben sperare per il proseguo della stagione, perché quest’anno, sembra davvero l’arma in più, di cui avevamo bisogno, inarrestabile. Eppure, dopo 29 minuti magici, è venuta fuori la poca esperienza nel giocare queste partite di grande spessore. L’ivoriano, con il peso di una ammonizione acquisita dopo 15’, non ha limitato la foga nel pressare gli spagnoli, commettendo un fallo chiaramente da ammonizione. Con il Milan in 10 uomini, la musica è cambiata, e gli uomini del “Cholo” non hanno esitato nel cambiare i loro piani. Ma proprio nelle difficoltà, è venuto fuori il vero DNA rossonero. Circa 70’ di sofferenza, nei quali la squadra ha lottato, difendendo con le unghie il risultato, salvo poi venire rimontato per degli episodi molto discutibili, come il rigore al 93’.

Milan-Atletico Madrid: Ismael Bennacer e Yannick Ferreira Carrasco (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan-Atletico Madrid: Ismael Bennacer e Yannick Ferreira Carrasco (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Una credibilità da ricostruire:
Analizzando la storia rossonera, è facile notare quanto lunga sia stata la striscia di trionfi negli anni, e quanto il diavolo sia stato protagonista nelle varie competizioni europee. Ma, entrando più nello specifico, dalla finale vinta ad Atene nel 2007, il Milan ha perso molto della sua credibilità in Europa. Difficile identificare il colpevole, sarebbe facile dare colpe a società, dirigenti, calciatori. La verità è che le cose non hanno funzionato, i progetti hanno dato esito insufficiente, e i rossoneri, a livello europeo, hanno perso la considerazione che hanno dimostrato, negli anni, di meritarsi. Solo ora, dopo anni di duro lavoro, e una pianificazione molto puntigliosa, i risultati stanno maturando. Eppure, ieri sera, la differenza di trattamento tra Atletico e Milan è stato evidente, come il rigore generoso concesso ai madrileni. I “Colchoneros”, pur non avendo vinto la champions, hanno un’immagina europea, in questo momento migliore, nonostante una tradizione europea nettamente inferiore a quella del Milan.

Capitolo fortuna:
Statisticamente, capitan Romagnoli &Co., non godono di molta fortuna. La traversa di Leao, dopo la sua straordinaria acrobazia, che avrebbe praticamente svoltato la partita portandola sul 2 a 0, ne è un esempio. Al contrario, forse per inesperienza, o cali di concentrazione, i ragazzi di mister Pioli, spesso vanno incontro a situazioni difficili da sbrogliare, complicandosi la vita, anche quando le cose sembrano andare bene. In campo europeo, sono i dettagli a fare la differenza, ed il passaggio da ottima squadra a club élite del calcio mondiale, passa soprattutto da piccolezze come queste. Dimostrare per tutti i 90’ di essere un club con estrema voglia di ritornare in auge, con il gioco, la personalità, e il calore dei tifosi come punti di forza.

Milan: Rafael Leao, Davide Calabria e Theo Hernandez (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Rafael Leao, Davide Calabria e Theo Hernandez (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Per il girone non è ancora finita, il Milan deve sfruttare al massimo le prossime quattro gare, per crescere, migliorarsi e tentare di passare, nonostante ad oggi sembri impossibile. Ma la credibilità si costruisce proprio così, con la voglia di vincere tutte le partite, senza sentirsi inferiori. Perché il Milan non è secondo a nessuno.

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