Solitamente Cardinale non rilascia interviste. Sono servite due sconfitte consecutive contro Sassuolo e Atalanta per spingerlo a parlare altrimenti, quella cucitura sulle labbra sarebbe rimasta imperterrita. Proseguendo l’excursus, è arrivata la vittoria a Genova, poi vanificata davanti a 74.000 persone contro un Cagliari già salvo, ma sicuro di chiudere la stagione nel migliore dei modi.
Nemmeno 24 ore dopo è arrivata una pulizia totale (o parziale) della stratificazione societaria rossonera, che ha coinvolto Allegri, Moncada, Furlani e Tare. Quest’ultimo è riuscito a trattenere le lacrime davanti Casa Milan, di fronte a due giornalisti presenti. Da albanese, i ricordi hanno sempre un valore e, nell’ambaradan creatosi, non ha dimenticato di portare via una maglia del Milan 2025-2026 incorniciata.
Cardinale e Ibrahimovic si sono incaponiti: vogliono vincere con i loro metodi
Non è mai iniziato un vero e proprio ciclo. Un altro dovrà prendere forma nella prossima stagione. Filtra che Cardinale, insieme al suo braccio destro Zlatan, forte dei successi ottenuti in altri ambiti, credano di poter vincere anche nel calcio con i propri metodi. A Ibra spetterà la scelta del nuovo direttore sportivo, mentre il presidentissimo, che ha dimostrato di essere meno “issimo” del previsto, viaggerà molto per parlare con diversi allenatori ritenuti idonei al percorso che il Milan dovrà intraprendere.
Lavorare dietro le quinte non è mai stato sostenibile
Nella situazione venutasi a creare, appare distopico pensare che il lavoro svolto in estate possa trasformarsi subito in applausi. A meno che i ruoli oggi equivocabili non diventino finalmente di prima linea assoluta: operare dietro le quinte e lontano da tutti non è sostenibile nel 2026, e non lo è mai stato neppure in passato. È difficile ricordare un comunicato come quello diffuso a inizio settimana, soprattutto considerando che si continua a ragionare per obiettivi senza dimenticare il DNA del Milan. Dall’altra parte, la realtà racconta che il Milan ha vinto soltanto uno scudetto negli ultimi 15 anni, e quello status che non dovrebbe cambiare forse ha preso una piega dalla quale è difficile uscire in modo superficiale.
Al prossimo allenatore la giusta protezione
Se il calciomercato è come il denaro a Wall Street per Oliver Stone, praticamente non dorme mai, questo sarebbe uno dei pochi casi in cui la scelta del prossimo allenatore dovrebbe prescindere, una volta per tutte, dal mercato costruito dalla società. Al nuovo tecnico dovrà essere garantita la giusta protezione per poter lavorare con la prospettiva, nel medio-lungo termine, di portare risultati. Il resto sarà compito del nuovo che avanzerà in panchina. È tutta una questione di tempo. O almeno, in gran parte.



[…] un solo anno nel ruolo di direttore sportivo della Roma, l’ex Milan Frederic Massara non è più un dirigente giallorosso. A comunicarlo è la stessa Roma attraverso un […]
[…] prosegue la ricerca del Milan per un nuovo allenatore, possiamo verosimilmente depennare anche Xavi Hernandez dalla lista […]