Il Diavolo cambia ancora strategia: riecco un allenatore straniero a Milanello

Un anno fa il Milan sceglieva Massimiliano Allegri per inaugurare un nuovo ciclo all’insegna dell’italianità. L’annuncio del 30 maggio 2025 segnava una netta inversione rispetto alla stagione precedente, affidata prima a Paulo Fonseca e poi a Sergio Conceição. L’idea della dirigenza era chiara: puntare su un allenatore esperto del calcio italiano, abituato a vincere campionati e coppe nazionali, per riportare il club ai vertici della Serie A. La scommessa, però, non ha prodotto i risultati sperati. E ora il Milan sembra pronto a cambiare ancora direzione.

Nuovo Milan, torna il profilo internazionale

I nomi accostati alla panchina rossonera nelle ultime settimane hanno tutti una caratteristica comune: arrivano dall’estero. Da Mauricio Pochettino a Ralf Rangnick, passando per Matthias Jaissle e altri profili internazionali, la nuova idea di Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic sembra orientata verso una struttura sempre più internazionale. Non si tratta soltanto di una questione tattica o estetica.

In Europa il calcio “giochista” continua a rappresentare una tendenza forte, ma il Milan valuta anche altri aspetti: un allenatore straniero può avere meno legami emotivi con l’ambiente di San Siro e, proprio per questo, maggiore capacità di isolarsi dalle pressioni esterne e proteggere il gruppo. Una filosofia che il club aveva già provato ad applicare nell’estate 2024 con Fonseca, scelto per rompere la continuità tecnica dopo i lunghi anni della gestione Pioli.

I precedenti Fonseca e Conceição

L’esperienza di Paulo Fonseca si concluse però rapidamente. I risultati negativi e uno scarso feeling con parte dello spogliatoio portarono all’esonero già entro la fine del 2024. Emblematico il caso di Lazio-Milan, alla seconda giornata di campionato, quando Theo Hernandez e Rafael Leao si allontanarono dal gruppo durante il cooling break dopo essere stati esclusi dall’undici titolare.

Il successivo arrivo di Sergio Conceição sembrò inizialmente dare una scossa alla squadra. Il tecnico portoghese conquistò subito la Supercoppa Italiana battendo Juventus e Inter, regalando entusiasmo all’ambiente rossonero. Ma il rendimento in campionato non mantenne lo stesso livello e il Milan chiuse soltanto all’ottavo posto. Anche sotto la gestione Conceição non mancarono tensioni interne, dallo scontro con Davide Calabria fino alle continue difficoltà nella gestione di Theo Hernandez e Leao.

Cardinale e Ibra insistono sulla rivoluzione

Nonostante i precedenti recenti, Cardinale e Ibrahimovic restano convinti che la soluzione possa arrivare ancora una volta da un progetto internazionale. L’idea è quella di ricostruire ordine e identità attraverso figure provenienti da contesti differenti, sia in panchina sia a livello dirigenziale.

La sensazione è che il nuovo Milan possa nascere con una struttura quasi interamente straniera: allenatore, direttore sportivo e area tecnica potrebbero infatti avere tutti un profilo internazionale. Una scelta forte, destinata a ridefinire ancora una volta identità e filosofia del club rossonero.

Olympique Lione: Paulo Fonseca (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Olympique Lione: Paulo Fonseca (Photo Credit: Agenzia Fotogramma
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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